È sempre viva l’ipotesi di un’imposta patrimoniale nel dibattito pubblico. L’ha rilanciata il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ma in realtà è un tema di riserva sempre presente ogni volta che si accenna agli sgangherati conti pubblici italiani.
Ne parliamo con Massimo Bordignon, docente di Scienza delle finanze all’Università Cattolica di Milano, collaboratore de Lavoce.info.

Cari lettori,

tempo addietro (ormai oltre un anno), il sottoscritto ed alcune altre persone sono state querelate in sede penale e insieme chiamate a rispondere dei danni in sede civile dal dirigente Consob Marcello Minenna. Riguardo al sottoscritto, Minenna asseriva l’intento diffamatorio di due miei tweet del dicembre 2017; in uno di essi, richiedevo una risposta di Minenna alle domande contenute in questo articolo di Luciano Capone. Nell’altro, esprimevo perplessità sulla procedura che regola le promozioni all’interno di Consob, senza minimamente esprimere giudizi di merito nei confronti del querelante.

Dopo tre anni di crescita, seppur modesta, l’Italia è entrata in recessione nel 2018. Le previsioni per il 2019 non destano alcun ottimismo. Il Centro studi di Confindustria e l’agenzia di rating Standard and Poor’s, per citare gli ultimi in ordine di tempo, prevedono infatti un Pil per il 2019 con una crescita allo zero o poco più.
Ne parliamo con Andrea Montanino, direttore del Centro studi di Confindustria.

La sentenza della Corte dell’Unione europea che ha riabilitato l’intervento su Banca Tercas da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi, riscrive, più nella forma che nella sostanza, il fallimento delle quattro banche (Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banche Marche). Nessuna via salvifica all’italiana in alternativa al bail-in si scorge all’orizzonte.

  • Il Tribunale Ue sentenzia che il Fondo interbancario può salvare le banche in crisi. Ora gli italiani possono felicemente contagiare quelle sane;
  • E tuttavia, repetita iuvant (forse): la Commissione Ue aveva dato via libera all’Italia su fondi di salvataggio bancario “volontari”. Si è semplicemente perso tempo perché i “volontari” non erano entusiasti all’idea;
  • A gennaio, forte aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione. Il Decreto dignità amplifica la congiuntura sfavorevole?
  • Congiuntura europea che, nel frattempo, si è ulteriormente deteriorata;
  • C’era la fila di pretendenti per il gioiello Alitalia, dicevano i guitti gialloverdi. Poi arrivò Delta e offri una monetina agli accattoni italiani, solo per bloccare Lufthansa sul lungo raggio;
  • La vicenda Alitalia è il metronomo del giorno della marmotta italiana;
  • Pare che Tria abbia un “piano per la crescita”: quello di reintrodurre le misure che una legge di bilancio vandalica aveva cancellato. Nice shot, guys;
  • Perché sarebbe utile smettere di guardare ossessivamente l’ombelico italiano;

Partiamo come sempre dai temi economici e politici della settimana, con una ricognizione delle nuove meravigliose idee di politica industriale che prendono (de)forma in questa sedicente maggioranza. A seguire, il famigerato memorandum of understanding con la Cina, che tanto per cambiare divide il M5S e la Lega.