Iniziamo come sempre con i temi economici italiani e globali della settimana. Sui due lati dell’Atlantico la manifattura continua ad indebolirsi, ma quel che è peggio è che ora sembra cedere anche il settore dei servizi. Parliamo poi della disputa sulla “rimodulazione” (i.e. “aumento”) dell’Iva, che qualcuno nel governo aveva già messo in conto e che è stata stoppata da Renzi. Al telefono con noi Luigi Marattin, deputato di Italia Viva.

Tutto quello che avreste potuto serenamente perdervi questa settimana, tra proiettili d’argento che fischiano da ogni dove, treni proiettile, irreperibili con accredito di rendita su conto corrente, americani evasori e portoghesi paganti. Venghino!

Iniziamo come sempre con l’attualità economica e politica, interna ed internazionale, con la revisione (al rialzo, ça va sans dire) del rapporto debito-Pil italiano e le grandi opere bloccate per mancata nomina dei supereoi-supercommissari e i primi 9 chilometri di tratta Tav dal versante francese, quella che per qualcuno non è mai esistita.

  • La più facile delle profezie: balzelli “verdi” e “salutisti” per coprire deficit e spese correnti. Ma la pulsione a rieducare le masse a mezzo di tassazione è irresistibile, per i nostri ingegneri sociali;
  • Attendendo la legge di bilancio, basta col debito italiano: è ora che il debito lo faccia l’Europa. Parola del presidente di Confindustria. Nel frattempo la nostra cosiddetta crescita verrà, ancora una volta, dallo “scampato pericolo” dell’aumento Iva;
  • Misure urgenti, urgentissime, praticamente differibili;
  • Te la do io l’Estonia: il brainstoming verso la cashless society del paese che ha lasciato il cervello parcheggiato in zona rimozione forzata;
  • Che si tratti di appalti sotto soglia, cioè di dimensioni contenute, o di grandi concessioni, l’Italia mostra una non comune capacità di ledere la concorrenza;
  • Inaugurate le commissioni scientifiche antiscientifiche. Dove? In Italia, che domande;
  • Affinità elettive: mai stati sulla luna, mai esistito uno scavo Tav dal versante francese;
  • L’epoca dei lumi. Spenti;

Iniziamo come al solito con i fatti della settimana, con le stime Ocse sulla frenata dell’economia globale e di quella italiana, con immancabili riflessi sulla difficile elaborazione della legge di bilancio 2020. A questo proposito, parliamo anche della nuova passione della politica italiana, il deficit verde, con la falsa partenza del decreto ambiente, e di come cambieranno o potrebbero cambiare le norme fiscali europee (spoiler: non sarà comunque tana-deficit libera tutti).

  • Come in una bella fiaba, dall’Italia liberata dal giogo populista giunge l’uomo che risolverà i più spinosi problemi della Ue. Interloquite numerosi;
  • Di Carta (costituzionale), treccartari ed ingegneria finanziaria per disperati tossici da deficit;
  • E poi c’era la marmotta che incartava aziende pubbliche per consegnarle alla Cassa Depositi e Prestiti e ridurre il debito
  • Il lavoro italiano nel secondo trimestre 2019: più occupati ma meno ore lavorate, mentre il part-time (involontario) dilaga. Festeggiate voi, che a me vien da ridere;
  • C’è euforia, in Italia: finalmente arriva la flessibilità europea, dicono. Quella che non abbiamo avuto sinora?
  • Ragazzi, continuate a non studiare e, se sarete fortunati, potrete arrivare alla Farnesina;
  • Con Alitalia, tutti veggenti;
  • Da biodegradabile a degrado, il passo è breve;
  • Scorporate, scorporate, qualcosa resterà: il debito;
  • L’importante è lanciare slogan, alla fine;
  • Proviamo ad ipotizzare che governo sarà l’esecutivo M5S-Pd, che appare dotato di forte impronta benecomunista, partendo dalla manovra fiscale;
  • Siamo italiani: estroversi, loquaci, un filo creduli e sempre alla disinteressata ricerca di amici;
  • Austerità, nel paese delle derivate seconde, è il mancato aumento del deficit di bilancio per prendere a calci la lattina del deficit fatto l’anno prima;
  • Un altro mondo era possibile, per Argentina e Fondo Monetario Internazionale? Piccolo ed inutile esercizio del giorno dopo;
  • Ragazzi, non studiate storia, economia, geografia né lingue straniere: con un po’ di necessaria fortuna, un giorno potrete diventare ministri degli Esteri;
  • Mai stati in guerra con l’Estasia a Bibbiano;
  • Appunti per il prossimo spoils system in Rai: verifica delle conoscenze computazionali dei giornalisti. Suona troppo impegnativo?