Chi siamo

OverTheRainbow

Chi siamo non è poi così importante: crediamo anzi che non interessi nessuno. Questo sito ha un denominatore comune: la critica sistematica di tutti i luoghi comuni, le frasi fatte, le ovvietà culturali, il potenziale giustificatorio tradizionale da cui siamo investiti ogni giorno della nostra multimediale esistenza.

Basta ripetere ossessivamente lo stesso concetto, ed ecco che il concetto diviene assioma, verità indimostrata ed indimostrabile. Spesso ciò accade per precisi fini da parte di chi trasmette il messaggio, altre volte accade solo per una sorta di “rumore di fondo” nella comunicazione, altre ancora per la pigrizia di chi trasmette il messaggio, per mancanza di volontà, voglia o capacità di capire di più e meglio, e questo rappresenta purtroppo il tratto distintivo delle ultime (de)generazioni di giornalisti italiani. Quello che vorremmo riuscire a fare è stimolare una riflessione, indurre chi ci leggerà a chiedersi: “Ciò che leggo e ascolto sarà proprio come dicono?”

Gli esempi non mancano, e si tenterà di portarli alla vostra attenzione in modo non pedagogico, ma cercando di coglierne l’aspetto comico, grottesco, surreale e straniante, anche se non mancheranno discussioni serie.

Perché il sito si chiama così? Perché si è voluto esprimere, in modo vagamente internazionalizzante, il fastidio provato di fronte ai luoghi comuni. Lo stesso fastidio che mi coglie di fronte a soluzioni semplici per problemi complessi, che è l’essenza del populismo che sta divorando questo paese, trovando fertilissimo terreno nella sua povertà educativa:

Nel 2003, quando questo sito nacque ed io ero (più) giovane ed ingenuo, scrivevo questo graffito di altre ere geologiche:

Il sito non esprime un orientamento partitico, ma certamente ne esprime uno politico: liberalismo, promozione del mercato e della competizione, conservatorismo fiscale. Di tutto ciò, in un paese come l’Italia, vi è assoluta penuria.

Sul sito troverete anche una sezione dedicata agli articoli realizzati per quotidiani e centri studi.

Se invece preferite l’ascolto alla lettura, ci sono anche i podcast:

ASPI e spera: l’ora delle decisioni revocabili Phastidio Podcast

Dal comunicato notturno del governo, lo scorso 15 luglio, riassumibile in uno stentoreo “guai ai vinti”, al ridimensionamento del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, da dominus incontrastato di un’azienda solo italiana a partner di un nucleo stabile di investitori istituzionali internazionali, al negoziato avvolto nelle nebbie sugli aumenti tariffari, che sono la determinante del prezzo di cessione di ASPI, il tempo passa inesorabile, mettendo a nudo demagogia, dilettantismo e crassa ignoranza di una politica che vive di annunci epocali fatti dai balconi, veri e virtuali. Nel mezzo, i contribuenti e gli utilizzatori di servizi in concessione, col portafoglio in mano.
  1. ASPI e spera: l’ora delle decisioni revocabili
  2. Controllo sociale e rispetto delle norme: quali sistemi saranno “premiati” dalla pandemia?
  3. Dopo il Giorno del Giudizio nel Paese delle minestre tossiche riscaldate: fallimenti reimpacchettati e degrado dei biodegradabili
  4. Alitalia, mai sprecare un’opportunità (per liquidare)
  5. Il futuro dei contratti di lavoro e il primo compleanno dei navigator

Questo sito è dedicato alla memoria di Simona.

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