Fingiamo di ridurre il costo del lavoro, qualcuno se la berrà

Ieri il premier Matteo Renzi ha annunciato che per il 2017 chi assumerà a tempo indeterminato o in apprendistato nelle regioni meridionali un giovane tra 15 e 24 anni o un disoccupato over 24 in cerca di lavoro da più di sei mesi, avrà uno sconto sui contributi fino a 8.060 euro, come accaduto nel primo anno dei sussidi del Jobs Act. In pratica, si ripete l’errore in quella che appare vieppiù come una sorta di coazione a ripetere l’erogazione di misure prive di razionalità economica.

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Il dilemma dei prigionieri di Siena

Nella tarda serata del 14 novembre Banca MPS ha reso noti i termini della conversione in azioni delle proprie obbligazioni subordinate. Sono termini molto “generosi”, superiori alle ipotesi degli analisti. Infatti, viene offerta la conversione al 100% per i subordinati Tier II ed all’85% per i Tier 1. Il che vuol dire che, se un obbligazionista avesse titoli Tier II per 10.000 euro, riceverebbe in cambio 10.000 euro di nuove azioni. Tutto bene, quindi? Non così in fretta.

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Cercando la Salvezza in un paese a rischio permanente

Puntata di Focus Economia del 14 novembre condotta da Sebastiano Barisoni su Radio24. Su rendimenti di mercato e spread italiano, intervento del vostro titolare (a partire dal minuto 45), con Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation e segretario di Assiom Forex. Perché l’Italia soffre di più sulla risalita dei rendimenti globali? Perché il nostro spread contro la Spagna continua ad allargarsi? Come forse avrete intuito, le spiegazioni sono più di una, ed ognuna concorre al risultato finale con diverso peso.

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Destino silenzioso, cinico e Bari

Tra le molte situazioni di crisi e criticità di cui soffre il diversamente solido sistema bancario italiano, c’è una grande banca del Mezzogiorno che sta facendo arruffare il pelo ai suoi azionisti, per motivi che ormai abbiamo imparato a conoscere: l’assenza di un vero e proprio mercato secondario dove trattare le azioni medesime. Che poi, a ben vedere, altro non è che l’ennesimo caso di analfabetismo finanziario su cui hanno campato generazioni di cosiddetti manager ma anche altrettanti politici. Ora che il mondo è cambiato, l’ecosistema è divenuto improvvisamente ostile ed in molti cercano di reagire cercando disperatamente la leva del freno di emergenza del mondo, per poter scendere.

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Il settimanale – 12/11/2016

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Trumponomics for (Italian) Dummies

Tentiamo una rapida rassegna degli assi portanti delle proposte economiche del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Premesso che tra i punti programmatici e la loro effettiva realizzazione passa sempre un oceano o più spesso il Triangolo delle Bermude, tentiamo di valutare se e come si realizzerà la “rivoluzione” trumpiana, soprattutto rispetto al suo target di “consumatori”, cioè quelli che lo hanno votato, comprandone le tesi.

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Trumped

Alcune considerazioni più che spicciole post elezione di Donald Trump a quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Sarà un grande work in progress, durerà molto tempo, riserverà sorprese di ogni genere. L’Era della Volatilità è iniziata, alla grande. Scusate in anticipo per le banalità.

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Molto deficit, molti nemici, molto onore

Nuovo giorno, nuova drammatizzazione del “confronto” tra il governo italiano e la Commissione Ue sui numeri della nostra legge di Bilancio. Non è poi così rilevante quello che ieri Jean-Claude Juncker ha detto, sbottando col suo temperamento “vivace” sui quotidiani proclami di Matteo Renzi contro “gli ottusi burocrati di Bruxelles”. Noi ci saremmo anche stancati, peraltro, di questo nazionalismo in scarpe di cartone e pezze al culo, realizzato con cinismo ma anche con crescente nervosismo, da un premier che si è messo all’angolo da solo, e non da oggi, tra un rilancio e l’altro che fatalmente aumenta la probabilità di rovina.

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