La misura è appena partita. Ma secondo l’Ocse è destinata a fallire nel suo obiettivo principale: aumentare l’occupazione

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il primo gennaio dello scorso anno partiva in Finlandia la sperimentazione di un reddito universale di base (UBI, Universal Basic Income), destinato ad un campione duemila disoccupati estratti a sorte, di età compresa tra 25 e 58 anni, a cui viene erogata una somma mensile di 560 euro prima delle imposte, senza obbligo di cercare o accettare un impiego durante i due anni della sperimentazione, e continuando a ricevere lo stesso importo anche in caso di occupazione.

Tanto tuonò che piovve. In assenza di accordi tra le parti sociali per aumentare le ore lavorate a parità di retribuzione, e puntando a recuperare cinque punti percentuali di competitività, il governo finlandese ha dato seguito alle proprie “minacce” ed ha agito unilateralmente, presentando un pacchetto di misure. Nulla di inedito, molto di tradizionale.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Tra i “malati d’Europa”, la Finlandia è quello più peculiare. Tre anni consecutivi di decrescita del Pil, un rischio crescente che anche il 2015 si chiuda allo stesso modo, un clima cupo per consumi, figlio del forte deterioramento del mercato del lavoro e crollo pluriennale di investimenti, con disoccupazione all’8,4% e restringimento della forza lavoro causati da una vera e propria crisi del modello di sviluppo del paese, vittima della manovra a tenaglia rappresentata dal forte ridimensionamento di Nokia e dalla crisi del mercato internazionale di carta e cellulosa ma anche della profonda crisi dell’ingombrante ma importante partner commerciale russo, a sua volta causata sia del crollo delle quotazioni del greggio che, soprattutto, dell’embargo russo sui prodotti alimentari occidentali, rappresaglia per le sanzioni imposte a Mosca dopo l’annessione della Crimea.

Ricordate il premier finlandese Jyrki Katainen? In caso negativo, un aiutino: è quel signore che, un paio di anni fa, ha coniato lo psichedelico termine di growsterity, che altro non sarebbe che la tesi dell’austerità espansiva. Ebbene, pare che il giovanotto abbia nel frattempo silenziosamente abiurato.