Della trasmissione di ieri di “In 1/2 ora“, condotta da Lucia Annunziata, non dovrebbe essere consegnato ai posteri tanto il commento di TPS sulle tasse. No, quella è una considerazione banale, lapalissiana e tautologica. Le tasse servono a fornire servizi pubblici. A dire il vero, TPS avrebbe potuto segnalare che, prima di definire il livello di tassazione, occorre specificare il perimetro di intervento della mano pubblica. Solo dopo aver fatto ciò si può parlare di adeguatezza della pressione fiscale rispetto ai servizi forniti. Forse una maggiore attenzione al tema della sussidiarietà servirebbe a valorizzare l’azione dei corpi sociali intermedi, e magari anche ciò che resterebbe erogato direttamente dallo Stato. Ma da questo TPS non si può pretendere tanto, trattandosi dello stesso personaggio che, nella preparazione della Finanziaria dello scorso anno, aveva individuato quattro grandi aree di spesa pubblica da aggredire, ridimensionare e riqualificare, e proclamato solennemente che “occorre agire il più possibile dal lato della spesa, e non da quello delle entrate“, per ritrovarsi dopo un anno con un aumento di pressione fiscale per finanziare quella stessa spesa rimasta gaiamente intonsa tra una concertazione notturna pansindacale e un diktat comunista.