Ieri l’altro il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, è intervenuto all’Almo Collegio Borromeo di Pavia sul tema “Europa: dall’unione monetaria all’unione economica e oltre“. In un discorso di otto cartelle, di necessaria sintesi storica di più decenni di Europa più o meno unita, la parte sull’Unione bancaria è quella più interessante, ai fini di comprendere se i nostri civil servant e la nostra tecnocrazia sono meglio della nostra sgangherata e levantina classe politica. L’analisi di Rossi lascia molte perplessità, per la memoria selettiva di cui dà prova, oltre che per alcuni salti logici che suggeriscono che il disagio di un paese preso in totale contropiede dalla realtà è tuttora forte.