di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Ella ha capito quanti beneficiari hanno trovato un lavoro per effetto delle attività connesse alla percezione del Reddito di cittadinanza? Questi pixel confessano di non esserci riusciti. Il dato diffuso dal monitoraggio Anpal pare fotografi una situazione di fatto, 40.000 beneficiari che lavorano, rispetto alla quale isolare esattamente coloro che abbiano trovato lavoro grazie al RdC non è semplice.

Un breve viaggio nel tempo ad uso dei più giovani e di quelli che, non essendo più giovani, soffrono di amnesie. La storia dell’intervento pubblico nell’economia italiana è una storia di successo solo nella fase iniziale, quella della costruzione del patrimonio infrastrutturale del paese e dello sviluppo dell’industria pesante. Ma questa fase si esaurì oltre mezzo secolo addietro. Dagli anni Settanta, la storia di quell’intervento è fatta di distruzione di risorse fiscali, in parallelo all’aumento dell’apertura dell’economia italiana al processo di globalizzazione, a cui un paese trasformatore come il nostro non poteva certo rinunciare.

Tra i numerosi piani d’azione di Elizabeth Warren, concorrente Democratica alle presidenziali, spicca quello sul commercio internazionale. In esso, la senatrice del Massachusetts tenta, con grande equilibrismo, di conciliare due aspetti della politica americana: l’internazionalismo illuminato ed il protezionismo. Intrigante, no?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

a sei mesi circa dall’avvio del Reddito di Cittadinanza, ancora non si sono visti gli effetti sull’occupazione, perché non è partito il sistema di chiamata dei beneficiari finalizzato ad attivare con loro azioni di riqualificazione e ricerca di lavoro. Come dice, Titolare? C’era da aspettarselo? In effetti, l’impianto normativo è scritto in modo estremamente confusionario, seppur guidato da ottime intenzioni.

Ieri c’è stata l’ultima sceneggiata (solo in ordine cronologico) della lunga serie che punteggia l’attività al ministero dello Sviluppo economico del vicepremier Luigi Di Maio. L’annuncio del “salvataggio” delle maestranze dell’impianto Pernigotti di Novi Ligure. Poco meno di cento persone (pari a quelle che perdono silenziosamente il posto nelle piccole e micro imprese in un pomeriggio italiano), ma un battage politico-giornalistico da grandi occasioni. Ottima anche la regia dell’happy end, con distribuzione di cioccolatini da parte del vicepremier. E ora? Grattiamo sotto la superficie di questo successo.