Benvenuto a bordo, direttore

“Aggiungo che in ogni caso un particolare di questa vendita ai miei occhi grida vendetta. Faccio i miei complimenti agli acquirenti. Ma non posso che bocciare il venditore. Non è tanto e solo la misura anti-concorrenziale sulla Roma-Milano, che graverà sulle tasche dei passeggeri, visto che il più della redditività di Cai dovrà venire da lì. E’ il fatto che a Cai sono stati attribuiti tutti gli slot di volo di Alitalia, compresi quelli non operativi negli ultimi mesi, a costo zero. Questo è, semplicemente, uno scandalo. Avrei ancora capito la soluzione, “all’italiana” di cedere in tal modo quelli ancora operati e comunque ancora ridimensionati, cioè relativi ai 64 velivoli che Cai rileva e ai 29 a cui subentra in leasing, rispetto ai 109 della vecchia compagnia. Ma lasciando la Bad Company di Fantozzi libera di cedere sul mercato secondario gli slot in sovrappiù. Invece, si è assunto come criterio quello per cui gli slot – che non erano di proprietà Alitalia ma solo a lei attribuiti – valevano zero perché tanto essa era avviata al fallimento. Giuridicamente, questa considerazione vale zero. In caso di revoca per fallimento della licenza di volo, gli slot vengono retrocessi agli aeroporti, infatti, non sono affatto un bene intangibile che sparisce insieme alla compagnia fallita. Che indegna pulcinellata.”  – (Oscar Giannino, LiberoMercato, 22 novembre 2008)