Anche questo è un cigno nero

Nella definizione di Nicolas Nassim Taleb, il cigno nero è un evento di difficile previsione, grande (o enorme) impatto, e soprattutto raro, oltre l’ambito delle normali aspettative. O delle aspettative normali, intese come gaussiana, che nessuno usa più tranne i risk management delle società di gestione (questa è una battuta-forzatura, non prendeteci alla lettera). Il cigno nero si manifesta su differenti scale rilevanti: può interessare un’intera popolazione o un singolo soggetto, ed il concetto non è necessariamente assimilabile ad un evento catastrofico, ma solo di vasto o vastissimo impatto. Sulla base di tale definizione, è piuttosto agevole ricomprendere nell’ambito del cigno nero quello che sta accadendo al produttore di scarpe dello stesso tipo di quelle lanciate contro Bush dal giornalista Muntadar al-Zeidi.

Il tipo di calzatura si chiama, piuttosto anodinamente, “Modello 271”, ma è ormai stato ribattezzato Bye-Bye Bush. Il produttore è un’azienda di Istanbul, che dal giorno del lancio (non sul mercato, ma verso GWB) ha ricevuto ordini per 300.000 paia del modello, oltre quattro volte il numero medio annuo di paia vendute dal 1999, quando il Modello 271 fu invece lanciato sul mercato. La società pianifica l’assunzione di altri 100 dipendenti per reggere l’accresciuta domanda. Il modello è esportato in Iraq, Iran, Siria ed Egitto, ed ha quindi un vastissimo mercato, attuale e potenziale. Dall’Iraq sono giunti questa settimana ordini per 120.000 paia, ed alcuni imprenditori locali si sono offerti per la distribuzione locale.

Il produttore turco ha ricevuto anche un ordine per 4000 paia proveniente dal Maryland, ma il committente è rimasto anonimo.