C’era grande attesa, per usare un eufemismo, per le parole di Mario Draghi ieri dopo il meeting del Consiglio direttivo della Banca centrale europea. La domanda era sempre quella: quale coniglio Ogm uscirà stavolta dal cilindro? Quali attivi verranno acquistati, alla ripresa di un Quantitative easing che era stato avviato a chiusura subito prima che la congiuntura tornasse a deteriorarsi? Per il momento, si attende settembre. Ma la Bce potrebbe avere le polveri bagnate, e non solo per l’imminenza dell’uscita di Draghi.

Dopo l’intervento in diretta Facebook del premier Giuseppe Conte, pare che la Tav si farà. Perché “sono intervenuti fatti nuovi”. Non si direbbe, se non per la lieve riduzione del costo per l’Italia, peraltro non ancora certificata dalla Ue. Però abbiamo buttato felicemente un anno, come con molte altre opere infrastrutturali. E soprattutto con il bilancio pubblico.

Su Francesco Saverio Borrelli, morto ieri, e sulla stagione di Mani Pulite molto si è scritto ed altrettanto si scriverà. Quello che abbiamo sotto gli occhi è una sostanziale resistenza di pratiche corruttive rispetto ad un’azione della magistratura che a volte (non sempre) è stata meritoria ma altrettanto inane. Perché c’è altro, in questa maledizione italiana.

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha da sempre forte assertività sui temi economici e politici a rilevanza sociale. A volte, tale assertività travalica il suo mandato istituzionale, forse perché Tridico si esprime ancora da economista-demiurgo (antico vezzo della categoria) prima che da presidente dell’istituto di previdenza pubblica. Ieri ha rilanciato un suo vecchio pallino ed ha lanciato l’ipotesi di fare dell’Inps anche un player della previdenza integrativa.

  • I nostri eroi trovano otto miliardozzi assai poco strutturali, evitano (per ora) la procedura d’infrazione Ue e scatenano gli acquisti sul Btp. Un anno buttato ma qualche fesso applaude;
  • Sinistre similitudini tra Alitalia e Carige, nel modello pubblico-privato all’italiana che serve solo ad amplificare danni e perdite per i contribuenti;
  • La vera storia dei miracoli del Decreto Dignità, ultima patacca italiana;
  • Tra peculiarità del nostro mercato del lavoro e risorse comunque insufficienti, i centri per l’impiego restano ai margini;
  • Sul disastro demografico italiano, che diverrà disastro economico e finanziario, pure deliberatamente accelerato;
  • Ricordate la storia dei pifferi di montagna? Ecco, quella;
  • Sono favorevole a legalizzare gli stupefacenti, anche le droghe pesanti, visto che già viviamo in uno stato allucinatorio di massa;
  • Zitti zitti, stretti stretti;
  • Per fortuna che c’è l’amico di Salvini a proteggerci;
  • Nel frattempo, c’è Giggino lo stratega che negozia da par suo. I dipendenti Ilva si mettano al riparo, col resto del paese;
  • Un anno di conti pubblici: più spesa corrente, più pressione fiscale. La ricetta, assai poco segreta, del dissesto italiano;
  • Nuovo caso di problemi causati da fondi d’investimento che subiscono forti richieste di rimborsi e si trovano con aumentata concentrazione di investimenti illiquidi, spesso opinabili;
  • Cose che accadono quando ti trovi per sbaglio a fare il ministro e hai un pessimo rapporto con la lingua italiana;
  • Dallo stato tassaiolo allo stato segaiolo, il passo è brevissimo;
  • Provincialotti ignoranti d’Italia: la riscoperta della fallacia di Laffer;
  • C’era una volta l’immaginario ago della bilancia;
  • Coraggio, un po’ di creatività: proviamo con Carige-Alitalia, date le premesse?
  • Con un’uscita no-deal, il Regno Unito potrebbe non aver alternativa a forti riduzioni d’imposta e deregulation, per attrarre il mondo. Attendiamo fiduciosi i fatti di Boris;
  • Tre anni dopo, quanto costa la certezza dell’incertezza per l’economia britannica;

Dell’assertivo “discorso” del presidente della Consob, Paolo Savona, in occasione dell’annuale “incontro” con la comunità finanziaria (che Savona, assai più dei predecessori, ha invece scambiato per l’equivalente delle “Considerazioni finali” del governatore di Bankitalia), merita segnalare un punto dietro cui si cela il Grande Piano di Rinascita Nazionale.