Oggi inauguriamo una serie di post che dovranno accompagnarci sino alle elezioni del 4 marzo. In pratica, l’intenzione (o aberrazione, fate voi) sarebbe quella di segnalare le promesse elettorali dei nostri rappresentanti, attuali o futuri. Una piccola raccolta, senza pretesa di esaustività, per valutare incoerenze, piccole e grandi demagogie e, ove mai vi fossero, anche proposte vagamente ragionevoli, o comunque da stato di coscienza non alterato.

Quando uno ha deciso di smettere di farsi del male guardando teatrini politici italiani, ecco che arriva la nemesi, che lo costringe a rincorrere la notizia. Martedì sera, nella consueta comparsata da Giovanni Floris, il giovane candidato premier del M5S, al secolo Luigi Di Maio, ha realizzato un meraviglioso spottone per la banca online di MPS. Con argomentazioni che fanno sospettare l’uso di sostanze psicotrope. O altro.

Qui teniamo i commenti al minimo. Vi presentiamo l’autrice del progetto che determinerà che il reddito di cittadinanza verrà interamente o quasi finanziato dal maggior deficit indotto dallo spostamento di inattivi a disoccupati, al secolo Laura Castelli, nuovo prodotto di quella autentica fucina di cervelli che è il M5S, dove nuove meravigliose idee prendono forma, come diceva molti anni addietro la pubblicità di una nota marca di reggiseni.

Un nuovo dramma, di quelli rallentatore, sta avviluppando risparmiatori italiani che hanno messo soldi in una banca: quello delle azioni della Banca Popolare di Bari. La storia è nota: risparmiatori che comprano azioni della loro banca cooperativa, pensando che non di capitale di rischio si tratti bensì di una sorta di salvadanaio rafforzato. C’è il dettaglio che quelle azioni non sono quotate da nessuna parte, e quindi per liquidare l’investimento occorre attendere che ci siano compratori ma che sarà mai?, si saranno detti i risparmiatori, forse “consigliati” dal personale della banca. Prima o poi, tutto si aggiusta. E invece no.

In questi giorni agostani, tra gli innumerevoli dibattiti italiani destinati a plasmare il futuro di nulla e nessuno, è tornato ad avere spazio quello sulla seconda moneta domestica, da affiancare all’euro. So quello che state pensando: “e che palle, ancora questa cazzata?”. Lo so e vi capisco, portate pazienza. Oggi non parliamo nello specifico di quella proposta, rilanciata dal redivivo Silvio Berlusconi per tenere in coalizione leghisti e destri assortiti della sua nuova-vecchia coalizione. Ogni leader politico ha il diritto di usare gli argomenti e la paccottiglia che preferisce, per raggiungere l’obiettivo. Soprattutto in un paese di gonzi come l’Italia.

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

ricorda Wile E. Coyote, il personaggio dei cartoni animati al perenne inseguimento di Beep Beep? Ogni volta esce fuori strada, continua a correre oltre il limite del dirupo, rallenta, guarda in basso, solleva lo sguardo, si ferma volgendosi allo spettatore, poi precipita rovinosamente appena si rende conto del nulla che (non) lo sorregge. Anche politici nostrani si inseguono l’un l’altro, nella folle gara a chi dice le cose più campate in aria: ma, a differenza del coyote, restano inconsapevoli del vuoto su cui (non) poggiano i propri assunti e, quindi, essi stessi.