Dell’assertivo “discorso” del presidente della Consob, Paolo Savona, in occasione dell’annuale “incontro” con la comunità finanziaria (che Savona, assai più dei predecessori, ha invece scambiato per l’equivalente delle “Considerazioni finali” del governatore di Bankitalia), merita segnalare un punto dietro cui si cela il Grande Piano di Rinascita Nazionale.

Ci sarebbe quasi da divertirsi, a seguire su base regolare il teatrino in cui Lega e M5S tentano disperatamente di accreditarsi agli occhi della plebe berciante come i salvatori della patria. Praticamente da quando questo governo è nato, l’obiettivo pressoché unico della sua cosiddetta azione è stato quello di arrivare alle elezioni europee di domenica prossima come momento dirimente per accelerare le elezioni politiche.

So che non è esattamente un evento destinato a cambiare il corso della storia, ma ieri il M5S ha presentato la sua cosiddetta piattaforma per le elezioni europee, articolata in dieci punti. Si tratta di un pregevole esercizio di satira di cui merita dare conto, ma anche della rappresentazione amplificata e deformata di un tratto culturale dominante di questo paese: l’arte dello scrocco. Qui elevata a scala continentale.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

che il Reddito di Cittadinanza sia frutto di una rilevante confusione tra politiche sociali e politiche del lavoro è stato già rilevato. Resta ancora difficile capire concretamente in cosa consista, al di là dell’attribuzione ai destinatari della tessera prepagata, per fare fronte ad alcune spese quotidiane.

Questa settimana, per la mia conversazione con Michele Boldrin (il cui canale YouTube trovate qui), parliamo dei massimi sistemi: dal rogo di Notre Dame alla filantropia delle grandi aziende francesi, il populismo continua ad alzare la voce. Quale futuro per il welfare e le politiche redistributive?

Sul Sole un articolo di Marco Rogari segnala (o meglio, conferma) una costante pluriennale, che tutti ci sforziamo di non vedere: in Italia non esiste alcuna revisione di spesa pubblica mentre la tendenza all’aumento di spesa corrente, sotto le grandi idrovore di previdenza e assistenza, procede inarrestabile.

  • Il Tribunale Ue sentenzia che il Fondo interbancario può salvare le banche in crisi. Ora gli italiani possono felicemente contagiare quelle sane;
  • E tuttavia, repetita iuvant (forse): la Commissione Ue aveva dato via libera all’Italia su fondi di salvataggio bancario “volontari”. Si è semplicemente perso tempo perché i “volontari” non erano entusiasti all’idea;
  • A gennaio, forte aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione. Il Decreto dignità amplifica la congiuntura sfavorevole?
  • Congiuntura europea che, nel frattempo, si è ulteriormente deteriorata;
  • C’era la fila di pretendenti per il gioiello Alitalia, dicevano i guitti gialloverdi. Poi arrivò Delta e offri una monetina agli accattoni italiani, solo per bloccare Lufthansa sul lungo raggio;
  • La vicenda Alitalia è il metronomo del giorno della marmotta italiana;
  • Pare che Tria abbia un “piano per la crescita”: quello di reintrodurre le misure che una legge di bilancio vandalica aveva cancellato. Nice shot, guys;
  • Perché sarebbe utile smettere di guardare ossessivamente l’ombelico italiano;

Col termine “mercati di frontiera” si indicano quelli che potremmo definire i “mercati emergenti dei mercati emergenti” o “pre-emergenti”, cioè quelli di paesi in via di sviluppo che tuttavia sono più piccoli, rischiosi ed illiquidi dei fratelli maggiori. Sono investimenti che tendono ad avere maggior potenziale di ritorno di lungo periodo e minore correlazione con gli altri mercati. Sono anche paesi che si (ri)scoprono incravattati dal debito pubblico.