C’è soprattutto un episodio, della meravigliosa serie tv Ai confini della realtà, che mi risuona dentro. Si tratta di “I mostri di Maple Street“, che è l’episodio 22 della stagione 1, andato in onda per la prima volta negli Stati Uniti il 4 marzo 1960. E mai come in questo periodo mi risuona.

  • Lo spread si allarga, i patrioti comprano, il cappio si stringe;
  • L’uomo che vuole promuovere il Made in Italy a colpi di dazi è anche il cantore del mecenatismo di Stato mediante reddito di cittadinanza, per scoprire il nuovo Michelangelo tra mille fannulloni;
  • Per le banche italiane si annuncia un periodo di robusti aumenti del costo della raccolta; per il Paese significa una bella stretta creditizia, in larga misura Made in Italy;
  • La sapete quella del tizio che prende il porto d’armi per legittima difesa e poi si fa ammazzare con la sua stessa arma?
  • Giggino batte e ribatte i piedini col ricalcolo delle “pensioni d’oro”. Anche nell’improbabile assenza di grandinate di ricorsi, che arriveranno alla Consulta e vinceranno, ci saranno solo pochi spiccioli;
  • Che fare nel caso in cui dal ricalcolo delle “pensioni d’oro”, ammesso che la Consulta non lo vieti, arrivassero solo pochi spiccioli? Nessun problema, ecco la proposta di un contributo di solidarietà erga omnes, per fare cassa;
  • Chissà di che paese si trattava;
  • Nella patria dello slow food e della slow growth;
  • Di antimateria, metafisica e linee aeree;
  • In caso aveste intenzione di uscire all’incirca dall’euro, potete chiedere a Mr.Joe, che all’incirca sa come fare;

di Massimo Famularo

Egregio Titolare,

a parziale integrazione dell’opera meritoria già svolta su questi pixel nell’evidenziare come la mirabolante proposta pubblicizzata sul principale quotidiano nazionale da una nota giornalista altro non sia che una becera mutualizzazione del debito, mi permetto di sottolineare alcune descrizioni fortemente fuorvianti e alcune falsità che sostanziano un caso di vera e propria disinformazione.

Oggi sul Corriere trovate uno degli ormai innumerevoli consigli per l’uso del mondo dispensati da Milena Gabanelli, la principale problem solver italiana, quella che ha una risposta a tutte le vostre angustie, dalla immigrazione all’economia passando per lo smaltimento degli apparecchi elettronici, dalla soluzione della congestione stradale causata dai corrieri dell’ecommerce, alle liste di attesa nella sanità.

“Il pacco” è il libro di Sergio Rizzo che, sul filo della cronaca di questi anni, oltre che delle risultanze delle audizioni della commissione parlamentare d’indagine, analizza la cause alla radice dei dissesti che hanno colpito alcuni istituti bancari italiani e scosso dalle fondamenta il nostro disgraziato paese. Ampie parti del nostro sistema bancario, così come il paese, erano attese all’appuntamento col destino: un evento esterno traumatico, che si abbatte con estrema violenza su un edificio già minato dalle fondamenta da conflitti d’interesse ubiqui ed asfissianti, che a loro volta richiedono connivenze, reti relazionali che si trasformano in potenti ricatti incrociati ed un processo di selezione del capitale umano che richiede acquiescenza come prima e spesso unica skill.

Oggi inauguriamo una serie di post che dovranno accompagnarci sino alle elezioni del 4 marzo. In pratica, l’intenzione (o aberrazione, fate voi) sarebbe quella di segnalare le promesse elettorali dei nostri rappresentanti, attuali o futuri. Una piccola raccolta, senza pretesa di esaustività, per valutare incoerenze, piccole e grandi demagogie e, ove mai vi fossero, anche proposte vagamente ragionevoli, o comunque da stato di coscienza non alterato.