Italoamericani

La Securities and Exchange Commission, l’equivalente della nostra Consob, ha inopinatamente scoperto di non essere provvista di un sistema di compliance, cioè di un codice di condotta interno, che regoli e sanzioni i comportamenti dei propri dipendenti. Incredibile quello che una catastrofe economico-finanziaria può fare per l’autocoscienza delle organizzazioni burocratiche complesse. Il vaso di Pandora è stato aperto in queste settimane, a seguito di investigazioni interne originariamente avviate per disporre di argomenti contro l’accusa di aver fallito nel reprimere cosine come le frodi alla Madoff.

Dai rapporti emerge un quadro molto italiano, dalla funzionaria senior che si esibisce in intimidazioni verso il broker di Morgan Stanley che segue il conto di sua madre (“avrebbe dovuto cercare il mio nome su Google prima di parlare con me“), ai dipendenti SEC che si mettono allegramente a fare trading su azioni di società sotto investigazione da parte dell’agenzia federale di controllo. E, proprio come in Italia, alla fine c’è una spiegazione per tutto: la funzionaria in realtà ha dovuto qualificarsi perché il broker stava parlando in modi e di questioni che lo avrebbero reso potenzialmente incriminabile, e i dipendenti addetti alle mosconate hanno semplicemente dichiarato agli investigatori di non essersi resi responsabili di misconduct, mentre una legale è pure riuscita a perdere soldi facendo trading su titoli per i quali disponeva di material information! Nell’insieme, sembra come all’epoca in cui ai viaggiatori in entrata negli Usa veniva chiesto tramite formulario se fossero terroristi e si trovassero nel paese per compiere attentati. Ma c’è speranza che prima o poi il virus italiano che sembra aver contagiato l’America venga isolato e curato, anche se il ceppo di oltreoceano è mutante per stupidità.