Il sussidio della sussidiarietà

Arriva la possibilità per i Comuni di rimborsare i volontari delle ronde. Lo prevede un comma della bozza dell’emendamento ‘omnibus’ del relatore alla Finanziaria, Massimo Corsaro. La proposta di modifica aggiunge infatti alla misura del pacchetto-sicurezza che prevede per i sindaci la possibilità di avvalersi di associazioni di cittadini ai fini di sicurezza la “possibilità di rimborso da parte dei Comuni delle spese sostenute dalle predette associazioni”. Il tutto nel rispetto dei vincoli del Patto di stabilità. Per tutto il resto c’è Pantalone.

Il provvedimento che istituisce le ronde, fiore all’occhiello della propaganda leghista, si era inizialmente infranto contro il muro della gratuità dell’attività degli audaci perlustratori, suscitando delusione in tutte le associazioni di termiti urbane, che già pregustavano i fondi del ministero dell’Interno, per potersi comprare il vestitino nuovo con l’aquila grifagna e i guanti in kevlar da Terminator. Ora, l’emendamento governativo corre ai ripari ed assegna ai comuni, la cui capacità finanziaria è notoriamente sovrabbondante, la possibilità di pagare i cittadini per una cosa che i medesimi da sempre dovrebbero fare gratuitamente, armati dei propri piedi, dei propri occhi e di un telefono. Sempre nel rispetto del patto di stabilità, per misura di decenza minimale.

Il che significa che, in un gioco a somma zero, fondi comunali potranno essere distratti per remunerare un’attività perfettamente inutile. Ancora una volta il governo agisce per aggregare consenso nell’unico modo conosciuto dal peronismo statalista che infetta questo paese e questa maggioranza: con soldi pubblici ormai sempre più scarsi. Quando vedremo la fine di tutto ciò?

Update (5 dicembre) – La possibilità per i comuni di rimborsare le ronde è stata cancellata dal maxiemendamento. A volte il buonsenso prevale.

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