di Vitalba Azzollini

In Italia capita spesso di domandarsi da dove origini la vocazione di titolari di pubblici poteri a lasciare immutato quanto non funziona e a modificare, invece, ciò che si dimostra efficace. Ma, a ben guardare, più che la vocazione, sono sempre i soldi a muovere ogni cosa. La vicenda riguardante le monete lanciate dai turisti nella Fontana di Trevi ne è dimostrazione palese.

Arriva la possibilità per i Comuni di rimborsare i volontari delle ronde. Lo prevede un comma della bozza dell’emendamento ‘omnibus’ del relatore alla Finanziaria, Massimo Corsaro. La proposta di modifica aggiunge infatti alla misura del pacchetto-sicurezza che prevede per i sindaci la possibilità di avvalersi di associazioni di cittadini ai fini di sicurezza la “possibilità di rimborso da parte dei Comuni delle spese sostenute dalle predette associazioni”. Il tutto nel rispetto dei vincoli del Patto di stabilità. Per tutto il resto c’è Pantalone.

La bocciatura del Trattato costituzionale europeo da parte degli elettori francesi ed olandesi, un anno fa, ed i sondaggi d’opinione in altri paesi dell’Unione Europea mostrano che il grado di accettazione della costruzione unitaria è in declino. Tra i motivi vi è certamente il basso livello di conoscenza del funzionamento dell’Unione Europea. Il processo di allargamento a passo rapido suscita inoltre timori di un eccesso di istanze politiche; allo stesso modo, la crescente burocratizzazione e regolamentazione proveniente da Bruxelles gioca un ruolo non marginale nell’acuire il malessere. I cittadini non comprendono il bisogno di tutta questa regolamentazione, e non ne vedono il valore aggiunto. La radice di tale involuzione può essere individuata nella violazione del principio di sussidiarietà. Il Bundesrat tedesco, la camera alta ove sono rappresentati i Laender, tiene nota dei progetti di direttiva europea suscettibili di violare il principio di sussidiarietà, cioè del principio in base al quale l’Unione Europea dovrebbe agire solo quando il risultato conseguibile dalla propria azione è migliore, per efficacia ed efficienza, rispetto all’intervento dei singoli stati nazionali. Dall’inizio del 2004 il Bundesrat ha segnalato oltre 30 violazioni alla sussidiarietà ed in molti casi ha criticato l’eccesso di regolamentazione. Nel maggior numero di casi, le violazioni non sono relative ad un progetto dell’Unione nella sua interezza, ma a suoi singoli aspetti ed alle specifiche disposizioni in essi contenute.