Saccomanni, l’impolitica che fa danni

Al termine di una giornata semplicemente disastrosa, peraltro per lui non la prima, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha ritenuto di doversi presentare davanti alla stampa e giustificare alcuni provvedimenti governativi che sono semplicemente indifendibili, nell’ennesimo spasmo di un esecutivo che ha da tempo terminato la propria esistenza e rischia ogni giorno di più di trascinare il paese nel caos fiscale, aspettando il Messia di Rignano sull’Arno.

Intanto, ascoltate attentamente le parole di Saccomanni, nel video qui sotto. La sintesi è che il ministro dell’Economia, che solo pochi giorni addietro si era speso per annunciare al paese che la ripresa è dietro l’angolo e che nel 2014 pagheremo meno tasse (ma anche no), ora si presenta a giustificare l’ennesimo aumento di imposizione sugli immobili (la maggiorazione di aliquota Tasi) con argomentazioni semplicemente ridicole, come la “natura federale” nel concedere ai comuni più gettito da “articolare” a “vantaggio” dei cittadini. Orwell sarebbe stato entusiasta.

Queste sciocchezze le può dire un politico di professione, che non sa più dove sbattere la testa ma nondimeno ha la giusta dose di cinismo per vendere il Colosseo agli elettori distratti, o più propriamente rincogli0niti. Ma se lo dice quello che è e resta un “tecnico”, il rischio di affogare nel ridicolo approssima la certezza. Perché se ogni volta che in questo disgraziato paese si utilizza la parola “federalismo” è per aumentare la pressione fiscale, voi capite che siamo di fronte ad una autentica perversione, ed alla presunzione di aver a che fare con una sessantina di milioni di imbecilli. E potrebbe pure essere così, beninteso.

Come leggere, quindi, le considerazioni di Saccomanni sulla demenziale mini-Imu che saremo chiamati a pagare nei prossimi giorni (o settimane, o mesi, poco importa)? Ascoltate:

“La mini-Imu è un conguaglio deciso per motivi equitativi, data la natura autonoma dei comuni nella fissazione delle aliquote. Ma è un elemento modesto rispetto allo sgravio complessivo”

Ma quando mai? Il problema della mini-Imu è che i comuni hanno fatto i furbi, credendo di aver trovato un bancomat ed alzando le aliquote Imu prima casa per aumentare i trasferimenti centrali e nessuno, al governo, ha detto ai comuni che questi giochetti non si possono fare. C’entra forse il fatto che al governo c’è l’ex presidente dei comuni italiani? Ah, saperlo. O forse un “problema di comunicazione”, come ormai usa dire di fronte a demenziali svarioni? E la mini-Imu sarà pure “un piccolo importo” ma resta il fatto che il governo non intende trovare copertura a questo “piccolo importo”, né intende costringere i comuni a trovarla agendo dal versante delle spese. Deve essere una applicazione di rispettoso “federalismo”.

Non ci siamo, non ci siamo proprio. Oltre al fatto che il ministro più potente d’Italia riesca a definirsi “mero esecutore” di mandati di pagamento di altri ministeri, che è il trionfo della logica della cultura dell’insaputa. Caro ministro Saccomanni, per essere degli autentici sugheri democristiani occorre avere il physique du rôle, e la capacità di vendere balle con leggiadria e pensoso senso di partecipazione comunitaria. Lei non possiede alcuna di queste qualità. Pensavamo che ciò si sarebbe rivelato un formidabile vantaggio, in un governo di crescente e caricaturale democristianità, ed invece dobbiamo ricrederci. Il trionfo dell’impolitica alla Forrest Gump, nell’attuale congiuntura italiana, porta solo disastri, e la sgradevolissima impressione, per noi cittadini contribuenti, di essere solo presi per il lato B.

P.S. Piccola cinica nota a margine: i comuni hanno già robusti mal di pancia a vedersi vincolare le nuove risorse ad uno scopo specifico (aiutare le “famiglie bisognose” che sono pure proprietarie di immobili). Tralasciando la scarsa o nulla logica di invocare una forma di ossimorico “federalismo vincolato” (chissà che dirà Saccomanni), il motivo è del tutto evidente: il problema dei comuni non è fare “politiche familiari”, quozienti ed altre amenità strappalacrime, ma chiudere buchi che stanno portando gli enti locali verso un inevitabile dissesto. Attendetevi nuove tasse, quindi, nel nome della “famiglia”, concetto che diverrà presto l’ultimo insulto di un paese dissociato.

http://video.repubblica.it/embed/politica/saccomanni-la-mini-imu-e-una-necessita/152109/150615&width=320&height=180

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