Il filantropo delle porte girevoli

«A una certa età una sfida nuova è molto stimolante e fa sentire giovani. È forse anche per questo che non soffro e credo non soffrirò all’idea di rinunciare alla politica…» «È un anno che non lavoro per il partito» assicura Chiamparino, le cui uscite pubbliche «sono quasi tutte di carattere culturale». «Sto studiando, sto leggendo, mi sto preparando per la nuova avventura e sono perfettamente consapevole dell’incompatibilità con la politica. Ma, appunto, non è detto che questo mi dispiaccia» (Sergio Chiamparino, 10 marzo 2012)

«Se nei prossimi mesi si andrà al voto anticipato per la Regione Piemonte vi sarà la mia disponibilità a una eventuale candidatura alla Presidenza della medesima che, naturalmente, non dipenderà solo da me. Lo farò con lo stesso spirito di servizio col quale ho fatto il sindaco della nostra città e oggi faccio il Presidente della Compagnia di San Paolo. Istituzione che, come ripetuto più volte, eviterò di coinvolgere, direttamente o indirettamente, nelle vicende politiche della nostra Regione». Così l’ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, dopo la sentenza del Tar che ha annullato le regionali 2010 del Piemonte (Ansa, 10 gennaio 2014)

Disse il neo-renziano (sono ormai un esercito, a onor del vero) che negli ultimi due anni è stato (auto)candidato praticamente a tutto, dal Quirinale alla segreteria del Pd. C’è il trascurabile dettaglio di un codice di autodisciplina delle fondazioni bancarie che raccomandava di evitare le porte girevoli anche in uscita dalla fondazione e verso incarichi politici prima che sia trascorso un periodo di “decantazione”. Com’è che era, aspetta, articolo 7?

«Le Fondazioni individuano inoltre opportune misure atte a determinare una discontinuità temporale tra incarico politico svolto e nomina all’interno di uno dei loro organi. La disciplina di eventuali ipotesi di discontinuità tra cessazione dalla Fondazione ed assunzione successiva di incarichi politici (elettivi o amministrativi) è rimessa alla sottoscrizione di “impegni morali” o alla stesura di un “codice etico”»

Tutto rigorosamente tra virgolette. Ma sarebbe sommamente ingiusto voler coartare lo slancio di un simile filantropo, sempre pronto ad accorrere in soccorso della comunità in ambasce. Giusto, dottor Guzzetti? Facciamo che per questa volta il precetto non vale e ci aggiorniamo? Dai.

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