di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

qualcosa non torna nei conti esposti dal ministro Di Maio nella sintesi del progetto del reddito di cittadinanza. Si prevede, infatti, di compensare le agenzie private che trovino “la proposta giusta” di lavoro (si immagina, quindi, la proposta che si traduca poi in assunzione) con il triplo dei 780 euro previsti per la persona beneficiaria del Rdc, cioè 2.340 euro. Bene. Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere assegnato a 6 milioni di persone, ci informa sempre il Ministro del lavoro.

di Vitalba Azzollini

Alcune brevi considerazioni sul caso Tap-Di Maio. La vicenda è nota: l’attuale responsabile del Mise afferma che il progetto Tap non può essere interrotto da parte dell’Italia a causa delle “penali” che si dovrebbero pagare, “penali” di cui egli sarebbe venuto a conoscenza solo di recente; il precedente responsabile del Mise, Calenda, sostiene invece che non ci sono “penali”, perché esse sono sempre tecnicamente legate all’inadempimento di un contratto, contratto che in questo caso non esiste.

di Vitalba Azzollini

Si osserva sempre più spesso che i politici compiacciono “la pancia” dell’elettorato, che “la pancia” guida le scelte della gente, che le decisioni di chi detiene pro tempore il potere determinano reazioni “di pancia” da parte dell’opinione pubblica. A fronte di questa tendenza, serve usare la testa, per compensare quella razionalità di cui sovente si avverte la mancanza; e serve altresì ricorrere al diritto, che è una solida àncora quando l’emotività sembra prendere il sopravvento.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

quando si parla di proporre ai destinatari del reddito di cittadinanza tre “offerte di lavoro” congrue, il cui ingiustificato rifiuto implica la perdita del sussidio, esattamente cosa si intende? In questi giorni, il tema è particolarmente incentrato sulla questione relativa a “chi” avrà il compito di proporre le opportunità di lavoro. Secondo il Governo, la competenza sarà dei centri per l’impiego, che per questa ragione dovranno essere rinforzati (e, per far funzionare davvero il sistema, non poco).

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

prendiamo atto che la manovra economica in corso di redazione farà partire nel 2019 il reddito di cittadinanza. È opportuno, allora, sulla base delle per ora poche notizie di dettaglio sul funzionamento del reddito, immaginare cosa occorra per gestire il progetto, senza scendere in questa fase nella discussione di merito sull’utilità della misura.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

come è noto quando in Italia non si vuole risolvere un problema, specie se particolarmente importante o grave, il primo rimedio (inutile) al quale si pensa è una bella commissione di inchiesta. Titoli sui giornali, nomine, incarichi, forse qualche gettone di presenza e poi l’immancabile dimenticatoio.

di Vitalba Azzollini

La tragedia di Genova ha consentito a molti di capire l’importanza della trasparenza nel settore delle concessioni autostradali, quella che pochissimi hanno richiesto da sempre. Profili essenziali delle relative convenzioni sono stati resi noti solo nei giorni scorsi. Tuttavia, oltre ad essi, ci sono elementi che, pur essendo già pubblici, non sono stati finora adeguatamente evidenziati. Dunque, serve rimediare.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

alla fine pare di aver capito quali saranno le fonti di finanziamento del reddito di cittadinanza. Un pot pourri proveniente in parte da politiche passive (Naspi, Asdi e DisColl), da finanziamenti europei (Garanzia Giovani), da politiche sociali (Rei, reddito di inclusione sociale) e da bonus (gli 80 euro e i 500 euro per studenti congegnati da Renzi). Vedremo con la legge di bilancio per il 2019 se i circa 17 miliardi reperiti tramite la nuova destinazione delle risorse finalizzate agli interventi descritti prima saranno confermati.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

mentre si favoleggia di una riforma della pubblica amministrazione ispirata (niente meno) che alla “concretezza” e alla valutazione sulla base di obiettivi “sfidanti” (nessun “governo del cambiamento” riesce a superare il lessico vano alla Brunetta), forse per giungere a concrete modalità di buona gestione basterebbe applicare il semplicissimo senso comune.