di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

la montagna del reddito di cittadinanza pare stia per partorire un topolino. Non solo dal lato dell’erogazione del reddito ad una platea di cittadini che ogni giorno va restringendosi, man mano che si evidenzia la complessa sostenibilità finanziaria della misura, ma anche dal lato dell’organizzazione retrostante.

di Vitalba Azzollini

Il crollo del ponte Morandi ha dimostrato quanto sia necessario un alto livello di attenzione sulle concessioni pubbliche, in particolare su quelle del settore autostradale. Ciò trova da ultimo conferma nell’indagine svolta dall’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) tra il 17 maggio e il 30 settembre 2017, pubblicata il 17 ottobre di quest’anno, tesa a raccogliere dati e informazioni per un “censimento” di tutti i titolari di concessioni non affidate con procedura di evidenza pubblica, ai fini di successivi controlli. Da tale indagine emergono risultanze che lasciano perplessi: considerata l’importanza del tema della qualità e dei prezzi cui i servizi pubblici vengono erogati, è il caso di darne conto.

di Luigi Oliveri

Il colpo inferto dalla Corte costituzionale ad una delle riforme simbolo della passata legislatura è di quelli ferali. Il “Jobs Act” è stato fondato in modo quasi preponderante sull’introduzione del “contratto a tutele crescenti”. Ma le tutele crescenti in realtà erano sostanzialmente tali solo a parole.

di Vitalba Azzollini

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico…”. Questo sembra l’incipit più adeguato per introdurre il tema della misura elaborata dal cosiddetto governo del cambiamento: assegnare terreni pubblici a chi sia disposto a mettere al mondo il terzo figlio. La misura, che riecheggia note di epoche andate, è stata oggetto di molta ironia, e l’ironia è un’arma micidiale. Ma serve altro per dare adeguata rilevanza al fatto che l’elaborazione di ogni nuova norma – anche quella più campata in aria, come in questo caso – comporta dispendio di tempo e di risorse.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

qualcosa non torna nei conti esposti dal ministro Di Maio nella sintesi del progetto del reddito di cittadinanza. Si prevede, infatti, di compensare le agenzie private che trovino “la proposta giusta” di lavoro (si immagina, quindi, la proposta che si traduca poi in assunzione) con il triplo dei 780 euro previsti per la persona beneficiaria del Rdc, cioè 2.340 euro. Bene. Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere assegnato a 6 milioni di persone, ci informa sempre il Ministro del lavoro.

di Vitalba Azzollini

Alcune brevi considerazioni sul caso Tap-Di Maio. La vicenda è nota: l’attuale responsabile del Mise afferma che il progetto Tap non può essere interrotto da parte dell’Italia a causa delle “penali” che si dovrebbero pagare, “penali” di cui egli sarebbe venuto a conoscenza solo di recente; il precedente responsabile del Mise, Calenda, sostiene invece che non ci sono “penali”, perché esse sono sempre tecnicamente legate all’inadempimento di un contratto, contratto che in questo caso non esiste.

di Vitalba Azzollini

Si osserva sempre più spesso che i politici compiacciono “la pancia” dell’elettorato, che “la pancia” guida le scelte della gente, che le decisioni di chi detiene pro tempore il potere determinano reazioni “di pancia” da parte dell’opinione pubblica. A fronte di questa tendenza, serve usare la testa, per compensare quella razionalità di cui sovente si avverte la mancanza; e serve altresì ricorrere al diritto, che è una solida àncora quando l’emotività sembra prendere il sopravvento.

Dal 1975 esiste l’EITC: è un assegno calibrato a beneficio dei lavoratori a reddito medio e basso, in particolare quelli con figli

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Mentre in Italia si dibatte su un improbabile reddito di cittadinanza che, ove mai vedesse la luce, finirà ad essere un sussidio di fatto incondizionato ed un disincentivo all’offerta di lavoro, ci sono paesi che da molto tempo hanno cercato di supportare i cosiddetti working poor, chi lavora ma percepisce un reddito talmente basso da esporre al rischio povertà.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

quando si parla di proporre ai destinatari del reddito di cittadinanza tre “offerte di lavoro” congrue, il cui ingiustificato rifiuto implica la perdita del sussidio, esattamente cosa si intende? In questi giorni, il tema è particolarmente incentrato sulla questione relativa a “chi” avrà il compito di proporre le opportunità di lavoro. Secondo il Governo, la competenza sarà dei centri per l’impiego, che per questa ragione dovranno essere rinforzati (e, per far funzionare davvero il sistema, non poco).