di Vitalba Azzollini

Continuano gli “effetti speciali” per stupire categorie di cittadini vari. Dopo il voucher per le donne aspiranti manager, arriva quello per i nonni (o parenti a scelta) sotto forma di “bonus baby sitting”. In buona sostanza, un atto di affetto, gratuito per definizione, reso nell’ambito di una delle relazioni familiari più solide – quella tra nonni e nipoti – viene ricondotto nell’alveo dei rapporti di lavoro, che invece esigono un compenso monetario.

Questa settimana, fenomenologia di Mariana Mazzucato, l’accademica teorizzatrice dello Stato imprenditore ed innovatore, da qualche mese consulente del presidente del consiglio per innovazione e cambiamento del modello di sviluppo italiano. Michele ed io abbiamo ritenuto che fosse tempo di analizzare la visione del mondo di Mazzucato, prendendo le mosse dal suo ultimo op-ed divulgativo, scritto con Antonio Andreoni e pubblicato su Project Syndicate.

di Vitalba Azzollini

Gli Stati Generali – vale a dire il nulla scenograficamente declinato – non potevano non concludersi con qualche mirabolante trovata, del tipo: “vi stupiremo con effetti speciali”. E così è stato. Nella conferenza di chiusura, Giuseppe Conte ha annunciato, tra le altre cose

[…] un voucher di 500 euro per 3 anni per le donne manager, per le donne che aspirano a diventare manager. Sapete, nelle prime 500 imprese in Italia, più o meno solo il 6% è donne. Quando noi parliamo di empowerment femminile, vogliamo dare una svolta anche in questa direzione…

Poi è stato chiarito che si era trattato di «un lapsus», perché il Presidente del Consiglio intendeva riferirsi a un voucher «per 500 donne, per un Mba dal valore di 35 mila euro».

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Lo smart working è una vacanza e se lo è, per chi? Le domande che pone Domenico De Masi in merito a quanti dipendenti della pubblica amministrazione abbiano potuto avvantaggiarsi di un lavoro agile come lungo periodo di ferie nell’articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 23 giugno 2020 dal titolo “Con lo smart working ci guadagniamo tutti”, meritano una risposta.

di Vitalba Azzollini

Si è parlato molto degli Stati Generali, ma c’è una domanda che resta senza risposta: cosa sono gli Stati Generali? Più specificamente: in quale categoria di attività “istituzionali” vanno inquadrati, dato che si tratta di incontri ufficiali con componenti della “istituzione” Governo? La risposta non sta nelle fantasiose rappresentazioni che ne ha dato chi li ha voluti, il Presidente del Consiglio (il quale – come i suoi predecessori – ha il vezzo di spacciare come motivo di vanto ogni proprio atto). La risposta dovrebbe trovarsi nelle fonti che regolano le attività delle istituzioni, appunto. E sono proprio le fonti a dimostrare che, al di là di ogni (discutibile) opinione, sul piano “istituzionale” – l’unico che conta, quando si tratta di istituzioni – gli Stati Generali sono il nulla scenograficamente declinato. 

di Vitalba Azzollini

È iniziata la fase 3, quella della cosiddetta ripartenza. Molti lavoreranno ancora “a distanza”, altri torneranno a svolgere prestazioni “in presenza”. Al riguardo, in previsione del rientro, cosa accade se il datore di lavoro invita i dipendenti a scaricare l’App Immuni o altra App con finalità di contact tracing, al fine di vigilare più efficacemente circa eventuali contagi in azienda o, se si preferisce, per meglio pararsi dalle responsabilità conseguenti?