Dopo il reddito di cittadinanza, pare che anche Quota 100 produrrà avanzi rispetto agli stanziamenti triennali. Questa sarebbe una buona notizia, visto che parliamo di misure demenziali che non solo spingeranno la spesa corrente per prestazioni sociali ma sono destinate a lasciare cicatrici profonde nella struttura di spesa pubblica italiana. Dico sarebbe perché sono già iniziate corse e rincorse a vergare la lista della spesa per spendere quanto avanzerà.

Questa settimana, per la mia conversazione con Michele Boldrin (il cui canale YouTube trovate qui), parliamo dei massimi sistemi: dal rogo di Notre Dame alla filantropia delle grandi aziende francesi, il populismo continua ad alzare la voce. Quale futuro per il welfare e le politiche redistributive?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

per comprendere esattamente la portata della vicenda dell’azienda ospedaliera di Perugia forse occorre coniare uno di quegli slogan che restano poi nella memoria, tipo “furbetti del cartellino”. Un artificio dialettico utile per la riprovazione collettiva di un comportamento inaccettabile, qual è quello della truffa sulla presenza in servizio. I “furbetti del cartellino” ledono in modo gravissimo il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.

Mentre il paese si prepara ad andare a sbattere con violenza contro gli scogli della realtà, con un deterioramento delle condizioni economiche frutto delle scelte demenziali di questo governo, tali da pompare incertezza ed amplificare la negativa congiuntura globale e soprattutto europea, ci sono poche speranze che il paradigma fallito che ci ha portati sin qui possa essere rovesciato in tempo per evitare il naufragio. Anzi, è assai probabile che questo stesso paradigma verrà riproposto da qualsiasi altra forza politica ambisca al timone del relitto Italia.

La politica, soprattutto in Italia, è spin e capacità di distrarre l’opinione pubblica dai casini che si accumulano a seguito di decisioni precedenti prive di aggancio alla realtà. E quindi, dopo la partenza del reddito di cittadinanza, che si rivelerà la più grande operazione di voto di scambio della storia repubblicana, oltre che un sussidio fintamente condizionato ma in realtà privo di condizioni effettive (e non dite che non ve lo avevo detto), oggi tocca ad una nuova operazione propagandistica: quella del salario minimo.

Nel nostro paese è ufficialmente in corso un’offensiva contro le norme europee relative al bail-in. Per il momento, si tratta di un’offensiva immaginaria, nel senso che la revisione della disciplina di risoluzione delle banche in dissesto non appare in cima né all’agenda europea né a quelle dei singoli paesi dell’Unione. Ma tant’è. E dopo il sindacato dei banchieri, anche Banca d’Italia torna a far sentire la propria voce.

di Vitalba Azzollini

La Giunta per le immunità si è espressa sul caso Diciotti, come ormai noto. Uno degli argomenti più utilizzati per motivare il voto favorevole al ministro Matteo Salvini è stato quello secondo cui i politici non vanno contrastati con mezzi giudiziari. Si tratta di un argomento la cui logica è fallace. Infatti, chi era chiamato a decidere sulla domanda di autorizzazione a procedere non votava per impedire o favorire l’ingerenza della magistratura in una qualche scelta programmatica dell’esecutivo; bensì per valutare se il trattenimento a bordo dei migranti – cioè la privazione della libertà personale – fosse avvenuto “per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico”, in base alle deduzioni del Tribunale dei Ministri.