di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

prendiamo atto che la manovra economica in corso di redazione farà partire nel 2019 il reddito di cittadinanza. È opportuno, allora, sulla base delle per ora poche notizie di dettaglio sul funzionamento del reddito, immaginare cosa occorra per gestire il progetto, senza scendere in questa fase nella discussione di merito sull’utilità della misura.

Su lavoce.info, un interessante articolo di Chiara Giannetto e Mario Lorenzo Janniri cerca di identificare tutte le criticità attuali dei centri per l’impiego. L’argomento, se leggete questi pixel con regolarità, non vi sarà inedito, visto che di esso ha scritto assai estensivamente il nostro Luigi Oliveri. Io invece vorrei rilevare e ribadire un punto ed uno solo. Quello sui cui casca l’asino della propaganda.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

come è noto quando in Italia non si vuole risolvere un problema, specie se particolarmente importante o grave, il primo rimedio (inutile) al quale si pensa è una bella commissione di inchiesta. Titoli sui giornali, nomine, incarichi, forse qualche gettone di presenza e poi l’immancabile dimenticatoio.

L’innovazione dei prodotti di Borsa è più veloce dell’adeguamento delle leggi e dei controlli delle Banche centrali

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dieci anni dopo il collasso di Lehman Brothers, resta la domanda: potrebbe ripetersi? La risposta è piuttosto scontata, ed è affermativa. A livello macro, questi dieci anni hanno visto una impetuosa crescita del debito privato, in molti paesi superiore a quella del Pil, ed il parallelo sviluppo degli attivi finanziari. Poi l’innovazione tecnologica nel trading, che non di rado ha concorso a frammentare gli scambi, portandoli fuori dalle borse. Sullo sfondo, resta la creazione di nuovi prodotti finanziari o l’evoluzione di quelli esistenti, anche con finalità di aggiramento delle regole.

di Vitalba Azzollini

La tragedia di Genova ha consentito a molti di capire l’importanza della trasparenza nel settore delle concessioni autostradali, quella che pochissimi hanno richiesto da sempre. Profili essenziali delle relative convenzioni sono stati resi noti solo nei giorni scorsi. Tuttavia, oltre ad essi, ci sono elementi che, pur essendo già pubblici, non sono stati finora adeguatamente evidenziati. Dunque, serve rimediare.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

alla fine pare di aver capito quali saranno le fonti di finanziamento del reddito di cittadinanza. Un pot pourri proveniente in parte da politiche passive (Naspi, Asdi e DisColl), da finanziamenti europei (Garanzia Giovani), da politiche sociali (Rei, reddito di inclusione sociale) e da bonus (gli 80 euro e i 500 euro per studenti congegnati da Renzi). Vedremo con la legge di bilancio per il 2019 se i circa 17 miliardi reperiti tramite la nuova destinazione delle risorse finalizzate agli interventi descritti prima saranno confermati.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

mentre si favoleggia di una riforma della pubblica amministrazione ispirata (niente meno) che alla “concretezza” e alla valutazione sulla base di obiettivi “sfidanti” (nessun “governo del cambiamento” riesce a superare il lessico vano alla Brunetta), forse per giungere a concrete modalità di buona gestione basterebbe applicare il semplicissimo senso comune.

di Vitalba Azzollini e Luigi Oliveri

L’attualità dimostra come la trasparenza amministrativa sia sempre più importante. Infatti, la conoscenza dei meccanismi sottesi a scelte pubbliche è l’unico elemento che consente ai cittadini, da un lato, di comprenderne l’effettiva sostanza; dall’altro, di sindacare fondatamente l’operato dei governanti; infine, di formulare critiche costruttive, cioè idonee a elevare un dibattito pubblico che sui social sembra ridotto a una gara fra chi strepita con i toni più alti.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

la legge “concretezza” di riforma della Pubblica Amministrazione, della quale i media cominciano a fornire alcune indiscrezioni potremmo anche ridenominarla “aridaje col concorsone”. Sì, perché l’intento pare consistere, tra gli altri, nello sbloccare generalmente il turn over per il 100% ed anticipare nel 2019 un piano di assunzioni per 450.000 dipendenti pubblici, destinati a compensare l’esodo di quasi altrettanti dipendenti che a partire dal prossimo e per i prossimi tre anni andranno in pensione.