di Massimo Burghignoli

Egregio Titolare,

non appena il Senato ha approvato la conversione del D.L. 148/2017 è giunta la segnalazione 24-11-2017 dell’Antitrust (AS1452) che ha stigmatizzato le nuove disposizioni sul c.d. “equo compenso” per i professionisti, in quanto lesive della libertà di concorrenza. La segnalazione, a parte richiami molto astratti alla dottrina di Chicago, sembra in realtà preoccupato della giurisprudenza delle Corte di Giustizia UE (sentenza 8-12-12016 C-532/15 e C-538/15 in nota 4), che aveva “assolto” le tariffe forensi spagnole.

Spigolando tra le pagine della relazione del capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, si individua un punto che spiega molto del collasso di Banca Monte dei Paschi e di un sistema rimasto inerte nella prevenzione, che doveva essere politica prima che normativa.

Un corsivo di Rita Querzé sul Corriere è un’ottima occasione per fare il punto sulla condizione complessiva del mercato italiano del lavoro, al termine di una legislatura che ha visto molte innovazioni, altrettanti errori e la permanente esiguità di risorse investibili, che fa di ogni riforma un libro dei sogni, e che al culmine della disillusione innesca il movimento pendolare della restaurazione, che è la risposta sbagliata a problemi reali.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Può esservi nuova e maggiore occupazione se la produttività del lavoro è bassa, come conferma l’Istat per l’Italia? A leggere l’intervista rilasciata dal commissario per la spending review, Yoram Gutgeld, al Corriere della sera del 16 novembre, parrebbe proprio di sì e che, in più, prima le politiche debbono favorire l’occupazione, mentre la produttività può considerarsi come un accessorio subordinato.

di Massimo Burghignoli

Egregio Titolare,

si sa che le banche hanno tradito il risparmio, proponendo a semplici cittadini investimenti rischiosi come se fossero sicuri. Le polizze “index linked”, ad esempio, contrabbandate come prodotti assicurativi, in modo da scansare – secondo loro – gli obblighi informativi correlati ai prodotti “finanziari”. E poi le obbligazioni “subordinate”, eccetera. La sorveglianza della Banca d’Italia e della Consob sono argomenti di questi giorni e portano a pensare che nulla nel nostro Paese sia destinato a funzionare.

di Massimo Famularo

Egregio Titolare,

il patriottico impegno del ministro Piercarlo Padoan nel difendere strenuamente le banche italiane e il tesoretto delle sofferenze italiche dai perfidi attacchi dei regolatori teutonici, potrebbe anche essere comprensibile (in fondo ben rappresenta la cultura e lo spirito del tempo del paese in questione) se purtroppo non giungesse al punto di fare a pugni con la logica e il buon senso.

di Vitalba Azzollini

Nel delirio di “regalini paternalistici”, mance e bonus – da elargire con la prossima legge di bilancio, in stile “tenga, buonuomo, si faccia una birretta” – sta passando quasi sotto silenzio un altro pacco dono, confezionato dal governo in favore dei concessionari autostradali. Non se n’è parlato molto, ma forse proprio per questo motivo il tema merita un’attenzione particolare.