Dalle pesanti svalutazioni dell’ultima trimestrale all’annuncio del tentativo di aggregazione con i francesi di PSA, per FCA ed i suoi azionisti prosegue la lunga marcia verso la fuoriuscita dal paese che si sta inesorabilmente desertificando. Lunga marcia che, per lavoratori e contribuenti italiani, appare soprattutto come la strada dell’inferno lastricata di ottime intenzioni: quelle ambientaliste, rigorosamente all’italiana, supportate dalla potentissima molla dell’invidia sociale, persino verso quei poveri disgraziati che hanno un’auto aziendale a disposizione e vengono assimilati a plutocrati da bastonare ed elusori fiscali da neutralizzare.

Il mercato del lavoro italiano di settembre segnala una disoccupazione in risalita, da 9,6% a 9,9%. Eppure, così come non c’era da esaltarsi per la precedente discesa, non ci sono particolari elementi per deprimersi su questo dato. Che, anzi, pare suggerire la lungamente attesa “riattivazione” di molte persone. Anche se riuscire trovare lavoro è ovviamente altro discorso.

Tra i numerosi piani d’azione di Elizabeth Warren, concorrente Democratica alle presidenziali, spicca quello sul commercio internazionale. In esso, la senatrice del Massachusetts tenta, con grande equilibrismo, di conciliare due aspetti della politica americana: l’internazionalismo illuminato ed il protezionismo. Intrigante, no?

L’eterno ritorno della crisi italiana di sistema tende a riproporre una situazione specifica: un governo di “tecnici” che permetta ai partiti di fare un passo indietro e metterci poca o nessuna faccia. Poi, quando la situazione è lievemente migliorata, il tecnico viene congedato e torna il “primato della politica”, che consente a qualche “eletto” di andare a convegni e sentenziare che con un governo di economisti ci sono stati danni per il paese.

I violenti disordini scoppiati in Cile negli ultimi giorni, che hanno trovato detonatore nella decisione di aumentare (del 4% medio) il prezzo del biglietto dei mezzi pubblici ma che ovviamente hanno radici ben più profonde, forniscono l’opportunità per fare il punto sul sistema pensionistico del paese, che (come anche i sassi sanno, sia pure spesso per narrazione mitologica) è a capitalizzazione. Almeno in via prevalente.

Su Repubblica, Tito Boeri commenta l’ultimo “non si può fare” di una lunga serie italiana: la rimozione di Quota 100. Perché, sapete, mentre per i lavoratori autonomi è lecito stravolgere le norme fiscali da un anno all’altro, ché tanto quelli sono tutti ladri e farabutti, per le pensioni occorre prendere per mano gli esausti pensionandi e non vandalizzare i loro “progetti di vita”, a spese dei sempre meno numerosi idioti che ancora lavorano in questo paese.

“Il respiro dell’autunno inizia a ghiacciare la strada”: con questa poetica citazione del poeta russo Alexander Pushkin la neo-presidente del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, ha sintetizzato la sua visione dell’economia globale, durante i lavori dell’assemblea annuale del Fondo. Guerre commerciali ed una politica monetaria che rischia di aver perso efficacia accumulando distorsioni sono al centro delle riflessioni globali. Che fare, per dirla con un conterraneo di Pushkin?

Nuovo crossover (che non è un suv) nella programmazione del canale YouTube di Liberioltre. Il vostro titolare ed il tignoso Luciano Capone riflettono sul contrasto d’interessi, ultimo proiettile d’argento della politica italiana. Come riuscire a sentire una struggente nostalgia per Vincenzo Visco e la sua competenza ai tempi dei miracolosi riti voodoo degli odierni saltimbanchi. Buona visione.