Sul Foglio compare una lettera al direttore firmata dall’ex ministro del Bilancio della Prima Repubblica, al secolo Paolo Cirino Pomicino. Anzi, ‘O Ministro, come era noto all’epoca. In essa, Pomicino critica la debolezza della Nota di aggiornamento al DEF (per gli amici, NaDEF), che trova priva di coraggio. E poiché l’ex ministro, per sua ammissione, non appartiene alla categoria dei “critici permanenti” ma “si impone” di far seguire la pars destruens dalla pars construens, ecco la sua ricettina appena sfornata.

Commento rapido alla Nota di aggiornamento al DEF licenziata dal Consiglio dei ministri del governo Conte 2 il 30 settembre. Tra flessibilità e “lotta all’evasione fiscale”, il nulla rivestito dal deficit. Ma c’è una clausola di salvaguardia domestica: la “rimodulazione” delle aliquote Iva, per poter fare gettito vero e indorare la pillola ai gonzi con la lotteria in stile portoghese. Nel frattempo, tutto quello che nel corso degli anni ha irrigidito il bilancio pubblico (80 euro, Quota 100, Reddito di cittadinanza) resta dov’è, limitando i margini di manovra e costringendo una classe politica fallita a pompare le aspettative dei sudditi in modo parossistico. Eppure funziona, almeno per ora. Buon ascolto.

Pubblicato da Istat il dato sul mercato italiano del lavoro in agosto. Balza all’occhio il robusto calo della disoccupazione, scesa al 9,5% da 9,8% rivisto di luglio. Ottima occasione per fare un po’ di esercizi di aritmetica e mettere a tacere i festeggiamenti. Lo so, rischio di diventare monotono e probabilmente più che un rischio è già una certezza, ma lo sono anche i trombettieri dell’ottimismo infondato.

Mentre attendiamo di conoscere i dettagli della Nota di aggiornamento al Def, gli spifferi che escono dalle buche delle lettere chiamate giornali sembrano andare tutti in direzione della conferma dell’aumento Iva, almeno sull’aliquota intermedia del 10%. Ma con lo zuccherino del “rimborso” per chi acquista con carta e non in contanti. Un perfetto gioco delle tre carte. Di credito o bancomat, in questo caso.

Come ogni anno, impazzano le “soluzioni” da inserire nella legge di bilancio per raggiungere la felicità. Quest’anno, un gradito ritorno: lotta all’evasione e criminalizzazione del contante. Leggiamo di “proposte” che durano lo spazio di un mattino ma sono comunque suggestive perché illustrano vividamente a cosa può arrivare un paese profondamente malato. Un vero brainstorming ma senza il cervello, in pratica.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha stabilito che la proroga senza gara di concessioni stradali è illegittima, con sentenza della Sezione V, 18 settembre 2019, nella causa C-526/17. Il Portale da Ella gestito ed alimentato ha molte volte trattato dell’anomalia tutta italiana delle proroghe e dei rinnovi ai concessionari autostradali senza uno straccio di procedura concorsuale.

Sarà che sto invecchiando, sarà che mi rendo conto ogni giorno di più dei rischi della ripetitività e che quindi voglio evitare di ridurmi come alcuni più o meno noti commentatori, quelli che vivono nell’attesa di poter scrivere o pronunciare davanti ad una telecamera la fatidica frase “il governo è andato sotto!”, salivando copiosamente, ma confesso che sto seguendo sempre meno la compagnia di giro della nostra “classe verbale”.