Renzi, buttarla in caciara rinvia la resa dei conti

Tra strepiti patriottici e minacce di far saltare un improbabile banco europeo, Matteo Renzi prosegue nel suo “negoziato” con la Commissione Ue. Un’osservazione cinica della vicenda mette a nudo la realtà: e cioè che il nostro premier, in via preponderante, si è messo da solo in un angolo, con una politica fiscale spregiudicata ed una avversione alla realtà che è caratteristica delle cosiddette classi dirigenti di questo paese. Ora la via si è fatta molto stretta e rischia di diventarlo ancora di più, in caso di rallentamento economico globale.

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Mercato del lavoro a dicembre: molto rumore (statistico) per nulla

I dati Istat sul mercato italiano del lavoro a dicembre ne confermano l’andamento tiepido, come del resto tiepida è la ripresa italiana. Più che altro, non pare esservi stato lo sprint finale ad assumere a tutele crescenti per sfruttare la decontribuzione piena. Altri dati restano preoccupanti e confermano la fragilità del quadro di ripresa.

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Federal Reserve, l’oracolo muto che non rassicura i mercati globali

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La riunione della Federal Reserve del 27 gennaio è terminata con un comunicato in cui, in modo piuttosto anomalo rispetto alla prassi, non sono state fornite valutazioni sui rischi di scenario, cioè sulla direzione verso cui la Banca centrale Usa vede evolvere la congiuntura nel breve periodo. Questa circostanza ha aumentato l’incertezza sui mercati finanziari, che da inizio anno sono sottoposti a un martellamento ribassista che ha spinto alcuni osservatori a preconizzare una imminente deriva recessiva globale.

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Il mio Paese è differente. Quello è il dramma

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ieri ha tenuto a ribadire alcuni punti circa le nuove norme sui salvataggi bancari e sulla situazione patrimoniale delle banche italiane. Che tale posizione di Visco sia finalizzata soprattutto a difendere la sua istituzione dalle critiche per la gestione della risoluzione delle quattro banche commissariate, oltre che per l’intera storia dell’attività di vigilanza, rileva poco e punto. Quel che rileva maledettamente sono l’inaffidabilità internazionale e la cacofonia istituzionale che questo paese tende a produrre in quantità industriali.

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Il settimanale – 30/1/2016

La bad bank pubblica ottiene il via libera dalla Ue ma per fortuna dei contribuenti è molto probabile che serva a poco e nulla; In precedenza il Pangloss italiano aveva nuovamente spiegato che la Ue proprio non riesce a comprendere le nostre peculiarità, signora mia; Come può un ex banchiere essersi scordato tutto a questo modo? I consumatori italiani hanno una … Leggi

Passera ed il fondo interbancario multiuso

Ieri sera, a Ottoemezzo su La7, il leader di Italia Unica e candidato sindaco di Milano, Corrado Passera, ha espresso la sua personalissima opinione sul cosiddetto “salvabanche” del governo Renzi, quello che ha posto in liquidazione le quattro banche commissariate decidendo l’azzeramento senza speranza di recupero degli obbligazionisti subordinati. Premesso che tale azzeramento “senza speranza” appare severamente censurabile ed improvvido, Passera ha avanzato una controproposta che pare invece lunare, oltre ed evidenziare conoscenza molto limitata del quadro normativo. Perché è vero che la politica è l’arte del possibile, ma la realtà resta a presidiare il portone.

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Il fallimento dell’Abenomics

Pubblicati oggi i dati sulle vendite al dettaglio giapponesi di dicembre, e non è un bel vedere. Su base annua, la flessione è dell’1,1%. Prosegue quindi la debolezza del consumatore giapponese, colpito da una insufficiente crescita delle retribuzioni rispetto alla crescita delle pressioni inflazionistiche indotte dalla reflazione causate soprattutto dal deprezzamento del cambio. Un forte indizio del fallimento della Abenomics.

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GACS, vincono Ue e mercato

Il MEF ha emesso il comunicato con cui si dettagliano le modalità operative della garanzia pubblica di cartolarizzazione delle sofferenze bancarie (per gli amici, GACS). Da una prima lettura appare che la Ue ha ottenuto di preservare il rispetto delle dinamiche di mercato, che le cartolarizzazioni potevano comunque avvenire anche senza garanzia pubblica (e vedremo perché), che gli esiti saranno molto differenti da banca a banca, e che per alcune non ci sarà beneficio reale, in caso abbiano portafogli di sofferenze a basso valore atteso di recupero.

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