Come segnala il Financial Times, in Svizzera i tassi d’interesse negativi stanno causando un fenomeno singolare: i cantoni chiedono ai contribuenti di non anticipare il versamento delle imposte, ma di attendere l’ultimo momento utile, ed in alcuni casi persino oltre. Ma nell’informazione c’è anche una chicca, che mostra le attenzioni di cui sinora erano fatti oggetto i contribuenti che versavano le imposte in anticipo. Ennesima conferma di quanto la Svizzera sia un pianeta a parte, soprattutto per noi italiani.
L’importante è percepire
Puntata di oggi di Omnibus La7, condotta da Alessandra Sardoni con Corrado Formigli (Piazzapulita), Luciano Fontana (direttore Corriere della Sera), Lucio Caracciolo (direttore Limes), Davide Giacalone (Libero) ed il vostro titolare. Tra immigrazione, rischio terrorismo ma anche alienazione culturale e sociale degli immigrati, l’Italia regno della percezione, con una perla del nostro premier che non è chiaro se sia più frutto di cinismo o di ingenuità, il celebre topos dei pugni italiani sul tavolo bruxellese, la ormai celebre intervista del ministro delle riforme al Corriere con annesse considerazioni su Banca Etruria, la triste storia della piccola Italia, che prima approva norme europee e poi accarezza l’idea di chiedere deroghe alle medesime perché non ha capito su cosa stesse legiferando. In sintesi, tanta roba.
La Cassa e la leva
Oggi su Repubblica un editoriale di Alessandro Penati illustra la sfida che la Cassa Depositi e Prestiti ha di fronte a sé, dopo la presentazione del piano industriale quinquennale che promette di mobilitare ben 265 miliardi di euro a sostegno dell’economia italiana e del ciclo di vita delle imprese, evolvendo verso qualcosa di simile ad un private equity e venture capital, oltre a dedicarsi agli investimenti infrastrutturali. Ottimi propositi che tuttavia, secondo Penati, rischiano si scontrarsi con la realtà.
Ripresa congiunturale o rinascimento?
Puntata dell’8 gennaio di Bianco e nero condotta da Giancarlo Loquenzi su Radio1 Rai. Il polso dell’economia italiana dopo i dati Eurostat sulla scoperta dell’acqua calda del buco di attività scavato dalla crisi, il boom senza precedenti della fiducia dei consumatori italiani, la ripresa occupazionale al tempo dei sussidi di decontribuzione, la “riduzione delle tasse” fatta a deficit, e le prospettive. Ripresa congiunturale o rinascimento? Duetto e duello tra l’uberpanglossiano Marco Fortis (docente di economia industriale all’Universita Cattolica e vicepresidente della Fondazione Edison) ed il vostro titolare.
Il settimanale – 9/1/2016
Dal primo gennaio è in vigore la legge che recepisce la normativa europea sui bail-in. Come sempre, conoscere per deliberare, o anche solo evitare di alimentare leggende metropolitane; Settimana sanguinosa sui mercati finanziari internazionali, causata dalla riedizione del crash del mercato azionario cinese della scorsa estate. Questa volta con nubi ancora più cupe all’orizzonte; Ancora la Cina, minaccia all’economia globale, … Leggi
Dove la ripresa italiana continua a non arrivare
Oggi Istat ha pubblicato il rapporto trimestrale su reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società. Sono numeri interessanti perché consentono di gettare luce su alcune tendenze profonde dell’economia italiana, quelle che sfuggono al grande chiacchiericcio. Per il terzo trimestre 2015 abbiamo una lucina ed alcune umbratili conferme.
Cina, la sanguinosa transizione prosegue
L’anno è iniziato in modo decisamente turbolento, per i mercati finanziari globali, con la Cina che ha messo in scena la riedizione dello psicodramma azionario della scorsa estate ma con qualche elemento di inquietudine in più, legato al deterioramento della sua congiuntura. Proviamo a spiegare perché questa instabilità non passerà tanto presto.
Cantone ex machina
Dall’intervista di oggi del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione al Messaggero:
«Sarà un grande cambiamento, molto profondo. La legge delega introduce novità rilevantissime, che prevede un meccanismo di semplificazione delle regole e la creazione di regole secondarie che vedranno l’Anac come ente regolatore»
Che significa? Più poteri all’Anac?
«Sì, sarà ampliato in modo significativo il potere dell’Autorità. Saremo non solo un organismo di vigilanza ma di regolazione dell’intero sistema degli appalti. E questa è la vera grande scommessa del codice. Ad esempio, il vecchio regolamento degli appalti sarà sostituito dalle linee guida che dovranno essere proposte dall’Anac e poi recepite dal ministro delle infrastrutture»
Quindi abbiamo una Autorità che detta, ed un ministero che scrive. Interessante.