Oggi è sabato, e come ogni sabato ecco puntuale il lancio delle agenzie di stampa sull’imprescindibile “analisi” della CGIA di Mestre. Questa settimana, per mostrare quanto siamo pop in pieno psicodramma Embraco, i nostri eroi scandagliano gli investimenti esteri delle imprese italiane. Non ci capiscono granché, ma riescono a esporre una tesi in linea con lo zeitgeist settimanale di un paese ormai suonato dalla sua stessa ignoranza.

Oggi, sul Fatto, è comparso un mini commento che chiede lumi sulla fonte dei dati da cui la Cgia di Mestre ha tratto gli esempi numerici di maggiore tassazione sul risparmio bancario, che hanno permesso al governo e ad economisti di area governativa (diciamo così), come Filippo Taddei, di fare il simpatico parallelo del numero di caffè equivalenti all’aggravio fiscale.

Grazie alla infografica elaborata da un utente Twitter, scopriamo che nei giorni scorsi la Cgia di Mestre ha calcolato l’aggravio del prelievo sui conti correnti (sic) in conseguenza dell’aumento della tassazione delle “rendite finanziarie pure”. Non è dato sapere se ci sia malizia filogovernativa (magari da parte del committente lo “studio”) o solo leggerezza e pressappochismo, ma di certo “conclusioni” come quelle di questa elaborazione sono perfette per fuorviare le persone (certamente quelle meno avvezze a far di conto, anche con i propri risparmi), ed al contempo permettono ad esponenti dell’esecutivo di uscirsene con fiabe del tipo “la manovra costa solo un caffè al mese” (cit.)

Riprendiamo quanto già discusso un paio di giorni addietro su Twitter, in relazione ad un comunicato della ormai celebre CGIA di Mestre, intitolato in modo piuttosto furbetto oltre che fantasioso, “Con l’euro i prezzi sono aumentati del 25%“. Come spesso accade quando c’è di mezzo la CGIA (ma lo stesso accade quando a dare i numeri sono le sedicenti associazioni di consumatori), la “notizia” ed il suo titolo sono stati strillati a pieni polmoni, nell’afoso silenzio agostano, da praticamente tutti i media, scritti e parlati, senza uno straccio di fact-checking. Che invece sarebbe stato molto utile. Come sempre, del resto.