È preoccupato, Massimo Mucchetti. Il presidente della Commissione Industria del Senato affida le proprie angustie ad una intervista a Valentina Conte su Repubblica. Non è chiaro che vuol fare il Pd della Web Tax, dice Mucchetti. Ci sono almeno tre orientamenti differenti, nel gruppo Pd di Montecitorio, a suo giudizio. Mucchetti è preoccupato soprattutto dalla posizione di Francesco Boccia, suo compagno di partito e presidente della Commissione Bilancio della Camera, che pare voler mettere una gabellina dell’1% sul fatturato dell’e-commerce, incluso quello realizzato con consumatori e non solo con imprese.

Sul Foglio la replica lievemente stizzita di Massimo Mucchetti alle critiche alla sua astutissima Web Tax, pubblicate ieri in un articolo che menziona, tra altri ben più accreditati, anche il vostro umile titolare. Tralasciamo le argomentazioni mucchettiane sui dati personali come giacimento di petrolio digitale sul quale applicare quindi l’imposizione (ho già scritto che il concetto mi convince, almeno sinora). Parliamo invece del rischio di traslazione dell’imposta sul consumatore, che Mucchetti rigetta con una scrollata di spalle, con argomentazioni ed un esempio piuttosto singolari.

Su l’Economia del Corriere della Sera, questa settimana trovate un’intervista di Antonella Baccaro a Massimo Mucchetti, esponente Pd e presidente della Commissione Industria, Commercio ed artigianato del Senato, che è un po’ il co-papà (con Francesco Boccia) della Web Tax all’italiana, la rivoluzionaria imposizione che dovrà spezzare le gambe ai Signori della Rete ed al loro elusivo e-commerce, e dissetare di risorse fiscali il disidratato popolo italiano. L’intervista non appare aggiornata, nel senso che non fa cenno al rinvio al 2019 dell’entrata in vigore della legge né all’estensione del tributo alle transazioni in cui acquirente è un consumatore. Ma resta un’eccellente testimonianza antropologica di come ragiona un gabelliere socialista italiano.

Ma secondo voi, per quale diavolo di motivo il presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato, Massimo Mucchetti, deve uscirsene con una frase del genere?

“Per esempio, bisogna evitare che Magneti Marelli diventi preda di qualche fondo di private equity”, afferma Mucchetti, ventilando un possibile intervento del Fondo in soccorso del produttore di componentistica di cui Fiat Chrsyler sta valutando la cessione.

Ed al contempo invocare l’intervento pubblico nella filiera dell’auto “moltiplicatore di occupazione e di valore aggiunto e tecnologico”? Un mistero.