di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

“la Pubblica Amministrazione deve essere gestita come un’azienda e, quindi, i dirigenti comportarsi come veri e propri manager, senza paura di adottare le proprie decisioni discrezionali”. Quante volte l’ha sentita, questa? Come dice, Titolare? Avrebbe aggiunto, dopo la parola “questa” il sostantivo boutade? In effetti, non Le mancherebbero buone ragioni.

di Vitalba Azzollini

Talvolta non serve commentare: i fatti parlano da sé. La vicenda riguarda la pubblicazione di informazioni relative ai dirigenti di P.A. (ed enti similari), ed è un groviglio di norme di legge in tema di trasparenza e linee guida applicative, di decisioni dell’Anac e di pronunce del Tribunale. Provo a districarlo.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

spessissimo ci si lagna, a giusta ragione, della “burocrazia”, delle sue inefficienze, delle procedure farraginose, dei tempi lunghi, dei costi prodotti, che gravano impietosamente su cittadini e imprese. Manca, tuttavia, un’idea precisa di cosa sia la “burocrazia”. Essa è in generale correttamente identificata come potere delle strutture amministrative, che stabiliscono discrezionalmente tempi, modi, procedure e costi, a scopi spesso di “autodifesa” da responsabilità che finiscono per scaricare su cittadini ed imprese le inefficienze, vanificando le politiche pubbliche decise dagli organi di governo.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

le elucubrazioni sulle ragioni dell’esito elettorale, incentrate sulla personalità di questo o quel leader, piuttosto che sulla crisi epocale di schieramenti, sono molto interessanti, ma probabilmente alla base appunto di quanto è successo non possono non prendersi in serissima considerazione gli esiti di circa 6 anni di amministrazione. Il che potrebbe dimostrare la non necessaria rilevanza della persona posta a capo di un governo, di un partito o di una coalizione, ma, piuttosto, degli esiti delle scelte operative.

di Vitalba Azzollini

Le molteplici e variegate promesse pre-voto dei partiti politici sono state oggetto di esame da parte di diversi economisti: ne è emersa l’assenza di una seria valutazione dell’impatto delle proposte stesse in termini di sostenibilità per il bilancio dello Stato. Nel corso della campagna elettorale, gli aspiranti governanti hanno anche accennato a proposte destinate a incidere sul sistema normativo del Paese. Ma, pure in questo caso, i relativi impatti – al di là degli scenografici annunci – suscitano dubbi non poco rilevanti.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Le Sue riflessioni sulla riduzione del perimetro del pubblico sono particolarmente concrete ed efficaci, sì da suscitare la necessità di alcuni pixel di riflessione. Una prima è di ordine generale. La riduzione del perimetro pubblico è utile ai conti pubblici esclusivamente se accompagnata dalla simmetrica riduzione della spesa.

di Vitalba Azzollini

Le concessioni autostradali hanno costituito oggetto di uno dei segreti più blindati dallo Stato fino a quando Graziano Delrio, giorni fa, ne ha annunciato la desecretazione. Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), infatti, sono stati pubblicati “i testi degli Atti Convenzionali che regolano le concessioni autostradali sulla rete a pedaggio” e “gli allegati tecnici che definiscono i profili specifici del rapporto concessorio”, per consentire “l’accesso generalizzato alle informazioni di interesse pubblico sugli operatori autostradali, organizzazione e costo del servizio”.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

poco tempo addietro avevamo appreso che la produttività fosse qualcosa di trascurabile. Se, tuttavia, poteva aleggiare il sospetto che oltre ad apparire un dettaglio poco importante, il concetto stesso di produttività non fosse del tutto chiaro, ora ne abbiamo la conferma grazie all’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore il 2 gennaio 2018 dal sottosegretario alla Funzione Pubblica, Angelo Rughetti.