Ieri abbiamo appreso che nel cosiddetto decreto crescita è inserita una norma per compiere trasfusioni al buco nero Alitalia a spese degli utenti dei servizi di pubblica utilità (luce e gas), cioè dei cittadini. Si tratta di pura fantasia malata di un paese pre terminale ed ormai bancarottiere per vocazione, quindi ci limitiamo a segnalarvela. Ma oggi leggiamo anche di un’altra iniziativa legislativa, che in astratto è ricollegabile con la sciagurata vicenda Alitalia. Perché a pensare male si fa peccato, ma in un paese alla disperazione come l’Italia ci si azzecca quasi sempre.

Servono invece limitazione dello spoils system e controlli preventivi

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

I quotidiani del 24 maggio 2019 riportano un’idea maturata nel corso del procedimento parlamentare per la conversione in legge del decreto “sblocca cantieri”: attribuire alla Corte dei conti la funzione del controllo preventivo sugli appalti. In particolare, sui lavori di importo compreso tra i 150.000 e il milione di euro (soglia che dovrebbe sostituire quella prevista dal decreto legge tra i 40.000 e i 200.000 per gli affidamenti semplificati senza gara a 10/15 ditte) e per gli appalti di importo superiore alla soglia comunitaria.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

negli ultimi 20 anni praticamente ogni Ministro della Funzione Pubblica si è sentito nella necessità di “segnare il territorio”, intestandosi riforme sempre “epocali”, ma fin qui almeno non troppo efficaci, visto che ad una riforma ne sussegue un’altra per correggere e rendere più efficace la prima. Per altro, i problemi operativi della Pubblica Amministrazione non appaiono del tutto risolti, nonostante il diluvio di riforme.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Ella è in grado di togliere a questi pixel una curiosità: uno vale uno, o uno vale l’altro? Perché, stando ai criteri per l’assegnazione dell’incarico di direttore dell’Anpal si ha appunto come la sensazione che il criterio della scelta non sia esattamente fondato sulla valutazione delle competenze tecniche richieste.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

per comprendere esattamente la portata della vicenda dell’azienda ospedaliera di Perugia forse occorre coniare uno di quegli slogan che restano poi nella memoria, tipo “furbetti del cartellino”. Un artificio dialettico utile per la riprovazione collettiva di un comportamento inaccettabile, qual è quello della truffa sulla presenza in servizio. I “furbetti del cartellino” ledono in modo gravissimo il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.

Dopo aver “archiviato” per un sontuoso semestre la grana Tav, con un equilibrismo linguistico che nulla modificherà nella sostanza, ed in attesa di “interloquire” con Francia e Ue (spoiler: finirà in nulla e l’opera si farà), i nostri eroi gialloverdi proseguono nella loro attività prioritaria: accelerare frenando o frenare accelerando, quando non hanno qualche imprescindibile ed epocale elezione di condominio da scavallare.

La politica, soprattutto in Italia, è spin e capacità di distrarre l’opinione pubblica dai casini che si accumulano a seguito di decisioni precedenti prive di aggancio alla realtà. E quindi, dopo la partenza del reddito di cittadinanza, che si rivelerà la più grande operazione di voto di scambio della storia repubblicana, oltre che un sussidio fintamente condizionato ma in realtà privo di condizioni effettive (e non dite che non ve lo avevo detto), oggi tocca ad una nuova operazione propagandistica: quella del salario minimo.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

è ormai altissima la tensione tra regioni e Governo sulle assunzioni dei navigator, le figure che dovrebbero assicurare un affiancamento costante nella ricerca di lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza.

Il Governo, come è noto, punta a fare tutto di fretta e furia, in modo da “insediare” i 6.000 navigator che si intendono attivare. E siccome i tempi per seguire la strada maestra del reclutamento nelle PA è il concorso, che richiede diversi mesi, per mettere all’opera il mini esercito di tutor dei beneficiari del Reddito l’idea è farli reclutare da Anpal Servizi, società partecipata dell’Anpal.