di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

in Italia spesso si vaneggia di una presenza molto forte di iper liberismo, puntualmente smentita da scelte economiche di portata decisamente opposta e da decisioni giurisprudenziali non poco sorprendenti. Ultima tra queste, la sentenza del Consiglio di stato Sezione V, 3 ottobre 2017, n. 4614, la quale, in estrema sintesi afferma, in primo luogo, la legittimità di bandi per l’affidamento di incarichi professionali gratuiti (salvo un rimborso spese nel caso di specie molto sostanzioso: 250.000 euro); in secondo luogo, l’attenuazione, nel caso di commesse pubbliche di servizi, del principio di onerosità dei contratti, tale da consentire appunto l’azzeramento dei compensi, negando, altresì, che ciò possa incidere negativamente sul principio di tutela della concorrenza, sancito dall’Unione Europea.

Ricevo e volentieri pubblico:

Egregio Titolare, il Processo Civile Telematico (PCT) è certamente una idea ottima, anzi indispensabile: un processo fatto di carta e di udienze rese cartacee dal verbale che se ne redige, aspettava soltanto di entrare nell’era informatica. E lo si è fatto: secondo il Ministro Orlando con una “considerevole riduzione dei tempi di trattazione delle cause”.

Con alcuni “però”.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

le campagne elettorali, si sa, hanno i loro metodi ed i loro temi. È fondamentale cercare di portare dalla propria parte il consenso dei dipendenti pubblici e dei sindacati. Dunque, immancabilmente in tempo di campagna elettorale si dà vita a proposte e piani potenzialmente capaci di ottenere largo consenso. E’ quello che avvenne il 30 novembre 2016, con l’accordo per il rinnovo dei contratti pubblici, contenente l’impegno di un aumento di 85 euro. Poi, non servì a nulla, il referendum fu stravinto dai no, ma il metodo ed il tema restarono e, per altro, adesso l’impegno degli 85 euro è una patata bollente della quale il Governo non sa come liberarsi.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

è difficile combattere efficacemente e tempestivamente il dissesto idrogeologico in una situazione di dissesto normativo. A seguito della terribile alluvione subita da Livorno, i media hanno riscoperto il piano “Italia sicura” del 2014 e lo “stanziamento” di 7,7 miliardi fino al 2023. E, prontamente, lanciano l’accusa: i fondi ci sono, ma gli enti locali non li spendono!

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

è molto agevole identificare la trasparenza con lo streaming, sistemando le telecamere al punto giusto, interpretando il ruolo più consono al momento, inscenando la rappresentazione che la (g)gente s’aspetta, che si tratti di un incontro istituzionale, della direzione di un partito o di qualunque altro spettacolo le si voglia dare in pasto. Ben più difficile, invece, è declinare la trasparenza in modo da  riconoscere a chiunque, per qualunque fine e senza necessità di motivazioni, il diritto alla richiesta di dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

nelle riviste e nei giornali di informazione specializzata su diritto amministrativo ed appalti campeggia una sentenza del Tar Lombardia-Brescia che spiega: il responsabile unico del procedimento degli appalti (Rup) non può assegnare valutazioni alle offerte ma può, invece, svolgere le attività amministrative connesse alla gara. Ora, Titolare, se si volesse aderire alla gara di tiro al piccione contro i Tar, scatenatasi con particolare virulenza da quando il Tar Lazio ha osato dire la sua sulle nomine dei direttori stranieri nei musei (alcuni dei quali, appena nominati, comunque non ci pensano nemmeno a restare) e rinvigoritasi a seguito della sentenza sul numero chiuso all’Università di Milano, si potrebbe ironizzare facilmente. Si potrebbe affermare che il Tar Lombardia-Brescia non aveva di meglio da fare che spendere risorse e tempo per affermare l’ovvio e, cioè, che un responsabile del procedimento, in quanto tale, è certamente chiamato a curare lo svolgimento amministrativo di una gara.