di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Ella è notoriamente un viaggiatore in treno. Avrà, dunque, ascoltato più volte il consueto refrain che non abbandona mai i viaggiatori su rotaie: “Trenitalia annuncia che il treno viaggia con…minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio”. Nessun annuncio, invece, e men che meno scuse, sono stati dati per gli incrementi rilevantissimi dei costi degli abbonamenti, sparsi un po’ in tutta Italia, piovuti in particolare sui pendolari col 2017.

Da qualche tempo, in Italia, si sta affermando una nuova figura pubblica: il potente-censore, o se preferite il potente-pentito. Il potente-censore è di solito una figura posta ai vertici del nostro sistema di potere, da tempo immemore ha pieno accesso alla stanza dei bottoni. E’ stato quindi corresponsabile dell’assunzione di alcune decisioni che hanno negativamente influito sul sistema-paese ma oggi, improvvisamente pentito, le denuncia con sdegno, candidandosi a gestire la “ricostruzione morale” e quella, assai più materiale, del sistema che ha contribuito ad affondare.

Il primo esemplare di questa nuova specie di insider che giocano a fare gli outsider è stato, giorni addietro, Guido Rossi: l’avvocato d’affari che da decenni fa sfoggio di virtuosismo nel disegnare scatole cinesi, patti di sindacato e ogni altra sovrastruttura societaria utile a blindare il controllo di gruppi di aziende da parte di munifici principi squattrinati del capitalismo italiano, e che oggi ha scoperto che quello italiano è un “capitalismo di m…”.