D’accordo, prima che un blogger sarebbe un economista ma Willem Buiter, olandese di nascita, angloamericano di passaporto (già membro del Monetary Policy Committee della Bank of England) e globetrotter per vocazione (con la moglie Anne Sibert, anch’essa economista, è stato chiamato tempo addietro al capezzale islandese), è ormai una blogstar riconosciuta. Di prosa ruvida e torrenziale, Buiter si disinteressa sovranamente e dichiaratamente del fatto che i lettori (inclusi gli addetti ai lavori) riescano a stargli dietro quando scrive, e non siano costretti a prendere ferie per congiungere tutti i punti del suo periodare.

Scrive Willem Buiter, torrenziale ed insostituibile come sempre:

«Anche se le banche centrali possono “stampare moneta” o creare moneta dal nulla per via elettronica, la loro operatività è vincolata da due fattori. In primo luogo, c’è un limite alla quantità di risorse reali che possono essere estratte attraverso l’emissione di base monetaria nominale. La domanda di base monetaria reale è una funzione decrescente del suo costo opportunità – il tasso di interesse nominale a breve. Aumentare il tasso di emissione monetaria (la velocità di stampa di moneta, ndPh.), aumenterà i tassi correnti ed attesi di inflazione, mettendo pressione al rialzo al tasso d’interesse nominale di breve termine. Empiricamente, a tassi d’inflazione attesa sufficientemente elevati, la domanda di base monetaria reale si riduce più che proporzionalmente con un ulteriore aumento nel tasso d’inflazione: c’è una “curva di Laffer del signoraggio”. Le iperinflazioni, dove l'”imposta da inflazione” aumenta senza limiti ma la “base imponibile” dell’inflazione va a zero ancor più rapidamente, sono l’esempio più drammatico di ciò»

Pesante stroncatura del transition team economico di Obama da parte di Willem Buiter. Con l’ironia corrosiva che da sempre lo contraddistingue, Buiter lamenta che il team sarebbe troppo anziano (calcolandone età media e mediana, da buon economista), oltre che inzeppato di avvocati, provenienti dalle fila di quel milione di persone “socialmente improduttive”, che rappresentano la componente essenziale di quel framework legale che ha creato la più litigiosa società al mondo.