Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Il baccanale delle tasse

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

«[…] è stato calcolato il total tax rate per un imprenditore e per un professionista che lo scorso anno hanno guadagnato 100mila euro. Il risultato è che su 100mila euro di reddito lordo, all’imprenditore restano 35.103 euro, dopo aver pagato tra tasse e contributi ben 64.897 euro, pari al 65% di 100mila, mentre al professionista restano 30.789 (-69%)» – Il Sole 24 Ore, 12 giugno 2016

Quello qui sotto è quanto accadrà il 16 giugno al portafoglio di milioni di italiani, mentre un giovine parolaio ed i suoi sodali e trombettieri insceneranno una “festa” per “celebrare” l’eliminazione (a deficit) di un tributo sulla prima casa del valore medio di poco più di 200 euro annui per contribuente interessato. Chi può, resti serio e clicchi per ingrandire l’enormità. E buona festa a tutti.

Fisco 16 giugno

P.S. Osservo alcune singolari reazioni, anche di addetti ai lavori (i.e. commercialisti), che lamentano l’impropria (a loro dire) commistione tra imposte e contributi. Si contesta il fatto che “i contributi non sono gabelle”, ma servono al futuro di chi li versa. Magari. Peccato che i contributi che paghiamo oggi non abbiano alcun “rendimento” ma servano a pagare gli assegni mensili di chi è già in pensione. Ricordate: i vostri contributi di oggi si rivalutano ogni anno alla media della variazione del Pil nominale degli ultimi cinque anni, non è che vengono “investiti”. Se affermate questo, siete pronti per iscrivervi al Pd e andare a fare compagnia a Gennaro Migliore. A parte ciò, provate a fare una comparazione della pressione contributiva con altri paesi: è la cartina al tornasole definitiva. Però cercate anche di studiare, nei ritagli di tempo.

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