Timothy Paulson?

Sostiene Timothy Geithner, neo Segretario al Tesoro e già presidente della Fed di New York:

“Abbiamo un sistema finanziario che è gestito da azionisti privati, gestito da istituzioni private, e dovremmo fare del nostro meglio per preservare quel sistema”

Beh, se il sistema è quello che ha prodotto le inenarrabili porcherie viste finora, ultimo in ordine di tempo il pervicace orientamento a drenare capitale dalle banche per pagare bonus milionari (a quale titolo, visti i risultati di bilancio, non è dato sapere), e ad avere un sistema-centauro dove i contribuenti mettono i soldi e quello stesso management che ha causato l’Apocalisse (sorretto da un nocciolino di azionisti privati non ancora spazzati via) continua a farsi amabilmente gli affari propri, sorge il dubbio che il processo di oligarchizzazione della finanza statunitense sia ormai senza ritorno, e con esso il destino del paese.

Attendiamo di capire in che modo Geithner realizzerà la Bad Bank, o banca aggregatrice, per rimuovere dai bilanci delle banche gli attivi tossici. E, soprattutto, come diavolo farà a prezzare gli attivi medesimi senza fare il solito regalo ad azionisti privati e management, a spese dei contribuenti. C’è da dire che, dopo la sconcertante presa di posizione (per conto di Obama) sulla Cina come “manipolatore valutario“, e questa dichiarazione di fede in un sistema che privatizza i profitti e socializza le perdite, Geithner farebbe meglio a farci sapere se intende essere un Paulson con vent’anni di meno e molti capelli in più, o il segretario al Tesoro che porta Hope e Change.

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