Soffocati dalla plastica

Nel mese di giugno, le percentuali di insolvenze su carte di credito negli Stati Uniti hanno superato il livello record del 10 per cento del credito circolante, secondo le agenzie di rating. La marea di perdite sta mettendo pressione sulla cartolarizzazione del debito da carte di credito, e sugli investitori in questi strumenti. Il cosiddetto spread excess delle cartolarizzazioni su carte di credito, che è una misura del margine di protezione per gli investitori, è sceso sotto il 5 per cento, per la prima volta da novembre 1998, secondo l’agenzia Fitch, e la sua erosione costringe le banche letteralmente a “rabboccare” i trust funds dei veicoli di cartolarizzazione in cui si trovano i crediti delle carte di credito. Se ciò non avvenisse, e dovessero verificarsi default di cartolarizzazioni su carte di credito, quel tipo di credito si arresterebbe, e il consumatore americano morirebbe soffocato.

Le banche reagiscono in modo inevitabilmente pro-ciclico, alzando i tassi di penalità per i ritardati pagamenti e aumentando la percentuale dei rimborsi mensili sulle carte revolving. Il rischio che ciò si traduca in un’impennata delle insolvenze è quasi certezza, almeno fin quando la distruzione di occupazione non si arresterà, ed il reddito potrà almeno stabilizzarsi, al netto dei trasferimenti pubblici alle famiglie. I sogni di plastica si sono rivelati incubi non biodegradabili.

(HT: FT-Alphaville)

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