Tenetemi o liberalizzo

Il ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, in occasione del Consiglio dei Ministri della Salute europei, sotto la neopresidenza Belga dell’Unione Europea, non esclude l’ipotesi che anche l’Italia possa dare il via libera alla regolarizzazione delle farmacie online, tema che è informalmente in discussione in sede comunitaria oggi a Bruxelles. La posizione dell’Italia, prima di netta chiusura, “potrebbe quindi ammorbidirsi”.

Immediato entusiasmo delle associazioni dei consumatori, ed altrettanto pronta replica di Federfarma, l’associazione dei titolari di farmacie. Le prime vedono nella decisione un’opportunità per aumentare la concorrenza tra un numero potenzialmente illimitato di farmacie in tutta Europa, tagliando la filiera (ed i relativi costi di distribuzione) del canale fisico tradizionale. La seconda ad obiettare che l’acquisto online è assai poco utile quando serve un farmaco da banco per un’esigenza immediata, come una cefalea. Hanno tutti ragione, per certi aspetti, ma è inutile agitarsi troppo, e non solo per le temperature di questi giorni.

A pensar male si fa peccato, ma il dubbio che si tratti di pura tattica negoziale per ottenere concessioni dai farmacisti (ma anche da grossisti e produttori) sui margini di vendita ci sta tutta. Soprattutto da parte di un governo e di una maggioranza che si segnalano per il reiterato tentativo di ridimensionare il ruolo delle parafarmacie, oltre che per essersi finora dimostrati molto comprensivi delle esigenze dei produttori, come ha ad esempio fatto lo stesso Fazio giorni addietro, cancellando il meccanismo di gare per la fornitura alle Asl di farmaci generici, che in Italia pare costino ben più della media europea.

Morale della favola: le liberalizzazioni possono attendere, e la loro minaccia viene usata dal governo solo come leva negoziale per ottenere da produttori e distributori concessioni non strutturali e di breve termine, che vengono poi riassorbite alla prima occasione utile. Speriamo di sbagliarci, e che il governo apra almeno alla commercializzazione online dei farmaci non prescrivibili, allineandosi alle posizioni di molti altri stati membri della Ue.

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