di Vitalba Azzollini

In articoli precedenti si è esposta l’erosione di diritti e libertà operata mediante misure tese a contrastare il Covid-19. Sono stati indicati vari fattori che hanno concorso a un metodo che si è definito, in modo più o meno figurato, da Stato di polizia. Ora ci si chiede quale sistema di controllo sarà adottato per la cosiddetta fase 2. Perché, se anziché inseguimenti con droni ed elicotteri, si useranno metodi di “inseguimento” tecnologico non idonei, diritti e libertà continueranno a essere minati senza esiti apprezzabili.

Sul Financial Times, un commento di John Gapper su un tema che diverrà sempre più attuale, al crescere dell’avanzamento tecnologico e della sua invasività nelle nostre vite: la progressiva erosione del concetto di aggregazione del rischio (risk pooling) nello strumento della polizza vita per opera del meccanismo di selezione avversa. Un tema molto rilevante perché rischia di spostare sulla fiscalità generale nuovi oneri.

Oggi la Farnesina ha lanciato un’iniziativa che si inserisce nel solco dei tentativi di attrarre capacità di spesa in Italia, per aumentare le risorse a disposizione della comunità nazionale. Si tratta di una forma del tutto peculiare di export, che si affianca a quello della nostra manifattura, dei nostri prodotti agricoli e del nostro turismo. A dirla tutta, è proprio una forma di turismo, sia pure sui generis: quello sanitario.

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

quando si sbaglia, serve riconoscerlo chiaramente. Approfitto della sua ospitalità per ammettere l’errore che ho fatto di recente, sostenendo pubblicamente che non vi fosse quella legge sull’autismo che Renzi citava come uno dei propri successi (da ultimo, nell’intervista di Mentana). Ebbene, la legge esiste: peccato che – al momento – è come se non esistesse.

Nuova, ennesima cocente sconfitta per il povero presidente degli Stati Uniti. O meglio, per il suo partito, che resta spaccato e non riesce a far avanzare la rottamazione e contestuale sostituzione dell’Obamacare, la riforma sanitaria attuata dal predecessore di Donald Trump, e che ha dato copertura assicurativa a più di 20 milioni di persone. Ma c’è anche altro, nella quotidiana dose di ceffoni che la realtà assesta al palazzinaro capitato alla Casa Bianca per uno scherzo di pessimo gusto della Storia.

Negli ultimi giorni, nel Regno Unito è scoppiata una forte polemica su uno dei punti del manifesto elettorale-programmatico dei Conservatori di Theresa May, che tocca temi molto delicati per la popolazione, e destinato ad avere un forte impatto futuro sulla dinamica della spesa pubblica. Alla fine, e pare dopo una frana nei sondaggi elettorali, May ha dovuto capitolare, rimangiandosi la misura e tornando alla filosofia del precedente manifesto, redatto da David Cameron.

Lo stop alla riforma sanitaria certifica che la nuova presidenza è già in stallo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il mercato azionario statunitense sta dando segni di nervosismo di fronte allo stallo che si sta impossessando della caotica e sin qui declamatoria presidenza di Donald Trump. A due mesi dal giuramento, il bellicoso immobiliarista che uno scherzo del destino cinico e sovrano ha portato alla Casa Bianca sta scoprendo quanto può essere ampio il golfo tra proclami e realtà, mentre gli osservatori ripassano una lezione sempre dimenticata: avere dalla propria parte il Congresso, come omogeneità partisan, è condizione necessaria ma non sufficiente per avanzare la propria agenda.