Robin Hood e le mani in tasca ai sudditi

Su Libertiamo, Lucio Scudiero spiega l’ultima levata d’ingegno di Tremonti per interposto Azzollini, l’uomo che non nega un refuso a nessuno. La riduzione al 90 per cento della deducibilità della variazione delle riserve tecniche obbligatorie del ramo vita. Che scritto così è piuttosto criptico, ma vuol dire una cosa sola: un taglio al ritorno netto (cioè dopo le imposte) sull’investimento delle riserve tecniche, cioè del debito che le assicurazioni hanno nei confronti degli assicurati.

Con questa manovra, nel più puro stile Robin Hood tremontiano, si finisce inevitabilmente col piantare un cuneo nella crescita di lungo termine del risparmio previdenziale dei cittadini, così enfatizzato quando si deve smantellare il pilastro previdenziale pubblico. Il tutto in aggiunta alla prossima costituzionalizzazione delle assicurazioni RC auto più care d’Europa. Si conferma inoltre anche l’altra grande abilità di Tremonti: quella di creare imposizioni fiscali massimamente distorsive ma tali da raccogliere un gettito risibile. Quando non si trasformano i contribuenti direttamente in sudditi. Poiché questo emendamento non è un refuso, vorremmo sommessamente porre una domanda a tutti i piccoli e grandi trombettieri della tastiera destrogira.

Editorialisti, direttori di quotidiani, blogger con la bava alla bocca, militonti compulsivi: riuscite a realizzare in quale abisso di arbitrio liberticida ci stanno portando questo governo e questa maggioranza, oppure vi spetta di diritto il titolo nobiliare che il premier assegna a quanti votano contro i propri interessi? E comunque, resistete: appena tolto Fini dalle palle (cit.), come fatto a suo tempo con Follini e Casini, avremo di fronte un’autostrada. Per l’inferno.

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