Tre preghiere a Gianfranco Fini

  1. Smettere di usare la parola “mercatismo”, men che meno la psichedelica variante “mercatismo assoluto”. Il termine in sé non significa assolutamente nulla; si evitino sudditanze culturali, soprattutto se il “modello culturale” è il tremontismo;
  2. Smettere di usare espressioni logore e vuote come “patto tra capitale e lavoro”, che ricordano molto la “politica industriale” di napolitaniana memoria;
  3. Smettere di pagare lip services al concetto di “quoziente familiare”, per le stesse motivazioni di cui al punto 1, soprattutto quando nessuno nella politica italiana si è ancora preso la briga di dettagliare come va costruito un quoziente familiare (e sappiamo che ci sono molti modi per farlo, alcuni virtuosi altri disfunzionali);

Per il resto, alcuni spunti interessanti.

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