La svalutazione interna che non c’è

In un regime di moneta unica, quando vi sono squilibri da sanare e per definizione non si dispone della leva monetaria, gli economisti prescrivono il ricorso alla cosiddetta “svalutazione interna”: una deflazione che, riducendo prezzi e salari nel paese in crisi, consenta di ritrovare competitività. Un processo di aggiustamento molto doloroso, che tende ad impiccare i debitori, che vedono salire alle stelle il valore reale del debito contratto.

Ebbene, nell’Europa della crisi sovrana e delle manovre di austerità senza fine, una verità tende ad emergere, brutale: nei PIGS, con la sola eccezione dell’Irlanda, non è in atto alcuna svalutazione interna, né relativa né assoluta. L’indice tendenziale dei prezzi al consumo greci è al 5,2 per cento, quello spagnolo è al 2,3 per cento, quello portoghese al 2,5 per cento. La Germania, che è il benchmark contro cui misurare l’efficacia di ogni azione correttiva, è all’1,7 per cento. Questo per quanto riguarda la svalutazione interna, ammesso e non concesso di avere una base di export su cui contare per recuperare crescita, s’intende.

Bisognerà ingegnarsi per trovare altri meccanismi correttivi dello squilibrio, evidentemente. Nel frattempo, oggi asta del decennale portoghese e grandi pacche sulle spalle sui mercati: tudo bem, rendimenti di aggiudicazione di “solo” il 6,72 per cento, contro l’oltre 7 per cento toccato ieri sul secondario. E’ certamente un grande successo per un paese il cui Pil tendenziale nominale è  cresciuto nel terzo trimestre del 3,4 per cento, e che dopo inenarrabili peripezie parlamentari è riuscito a portare il rapporto deficit-Pil per il 2010 al 7,3 per cento.

Ma chi vuol esser lieto sia: oggi le quotazioni delle banche europee rimbalzano violentemente, secondo un collaudato copione: un’asta di titoli governativi “va bene”, i media festeggiano garruli, i mercati si strappano di mano titoli che fino al giorno prima erano radioattivi, gli spread ritracciano di circa la metà di quanto avevano allargato nei giorni precedenti. Risciacqua e ripeti. A voler essere perfidi speculatori, si direbbe una splendida opportunità per vendere.

UpdateL’asta di Pirro, di Paul Krugman: “qualche altro successo di questo tipo e l’europeriferia sarà distrutta”

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