Banche sofferenti

Nel mese di febbraio le sofferenze lorde del sistema bancario italiano sono risultate pari a circa 92,2 miliardi di euro, oltre 1,1 miliardi in più rispetto a gennaio e più che raddoppiate rispetto ai 43,2 miliardi di euro del febbraio 2009. E’ quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi.

Le sofferenze nette (cioè al netto degli stralci e degli accantonamenti per rischi su crediti) scendono, invece, a 47,6 miliardi di euro: 1,2 miliardi in meno rispetto ai 48,8 miliardi del mese precedente ma sempre più del doppio rispetto ai 22,3 miliardi di febbraio di due anni fa.

Una stima di PricewaterhouseCoopers (PwC), che per fine 2011 prevede sofferenze lorde a 86 miliardi di euro, con un incremento del 10 per cento sull’anno precedente. L’Italia è quinta in Europa come numero di crediti bancari in sofferenza. Banche ed investitori hanno avviato negoziati preliminari per un ammontare complessivo tra i 5 e gli 8 miliardi di euro di cessione dei portafogli crediti. Secondo il partner italiano di Pwc Fedele Pascuzzi, fino al 2007 “l’Italia è stato uno dei principali mercati per la compravendita di portafogli di crediti in sofferenza ma negli ultimi tre anni il mercato si è fermato e ora stiamo vedendo un risveglio degli investitori”.

L’Italia, rileva, sconta “errori del passato nella gestione delle procedure di asta, un ampio gap tra le aspettative delle banche e quelle degli investitori e l’incertezza nei tempi di recupero giudiziale”. Tale incertezza deriva dalle condizioni notoriamente terzomondiste della giustizia civile italiana, che appare negletta da un governo impegnato allo spasimo sul penale.

Nel periodo 2009-2010 la crescita delle sofferenze in Europa è rallentata al 15% (circa 100 miliardi di euro) e la pressione in Spagna e Irlanda dovrebbe portare a significative operazioni di cessioni prestiti nei prossimi 12-36 mesi. Le banche hanno conseguito parte dei propri utili nell’esercizio 2010 anche per effetto della riduzione degli accantonamenti a perdite su crediti.

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