Un barile di idiozie

A riprova del fatto che l’uccisione di Bin Laden sta avendo tra i parlamentari italiani lo stesso effetto di un rave party, segnaliamo la dichiarazione Ansa di Andrea Lulli, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera:

«Dopo il significativo calo del prezzo del petrolio registrato in queste ore, ci aspettiamo che le compagnie petrolifere adeguino oggi stesso il prezzo dei carburanti alla pompa così come avviene quando il petrolio aumenta. Sarebbe una occasione per dimostrare serietà nei confronti dei consumatori sempre più tartassati dal governo e dai petrolieri»

Premesso che sarebbe più opportuno osservare il prezzo delle benzine e non quello del greggio, in questo momento al Nymex il West Texas Intermediate sta quotando 112,42 dollari, in calo di 1,52 dollari sulla chiusura di venerdì.

Al cambio dell’euro sarebbero 75,76 euro al barile, contro i 76,84 euro della chiusura del 29 aprile. Perché il cambio conta, nel caso non si fosse capito. Dopo l’impercettibile rafforzamento del dollaro, successivo alla notizia dell’uccisione di Bin Laden, anche le materie prime (che sono espresse in dollari) si sono adeguate, indebolendosi, in un quadro di mercato che vedeva, nella mattina europea, le piazze di Singapore, Hong Kong e Londra chiuse, quindi con scarsi volumi.

In questi minuti il dollaro è tornato ad indebolirsi, e puntualmente il greggio rimbalza. Nei prossimi giorni vedremo quindi come si comporteranno le commodities, cioè se esprimeranno una debolezza autonoma e non solo indotta dal fattore valutario, ma nel frattempo non tratterremo il respiro. Voi, piuttosto, osservate il “crollo” del greggio, e felicitatevi con l’onorevole Lulli per l’informata e coraggiosa iniziativa.

Andamento a 5 giorni del prezzo del WTI future

 

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