Traduttore dal francese cercasi

Mentre siamo ancora in trepida attesa che il Grande Architetto Economico d’Italia (per gli amici, Giulio Tremonti) riesca a trovare un traduttore per copiare pedissequamente la legislazione francese sulle imprese strategiche (che servirà comunque, anche nella placida era del dopo-Parmalat), dalla Francia giunge un tentativo (l’ennesimo, a dire il vero) di razionalizzazione amministrativa a beneficio di imprese ed imprenditori. Ne scrive oggi il corrispondente da Parigi del Sole, Marco Moussanet.

La lista dei buoni propositi transalpini è sufficientemente contenuta e circoscritta. Partendo dalla premessa che il red tape costa ogni anno alle imprese francesi il 3,5 per cento del Pil, e dopo aver raccolto le indicazioni delle associazioni di categoria e di singoli imprenditori il piano, presentato dal sottosegretario all’Economia, con delega alle PMI, Frédéric Lefebvre, prevede cinque interventi specifici.

Su tutti, un “armadio digitale” dove le amministrazioni attingono le informazioni necessarie per controlli ed adempimenti, anziché costringere l’imprenditore a moltiplicare gli invii. L’intervento si ispira all’esperienza norvegese, e richiede non solo una informatizzazione pervasiva della pubblica amministrazione, ma soprattutto la possibilità che le banche dati riescano a dialogare. Questo è il cardine di tutto l’intervento, ed è qualcosa che Tremonti e Brunetta dovrebbero studiare attentamente, anche alla luce della denuncia di vessazioni amministrative a carico delle imprese fatta dal titolare dell’Economia, giorni addietro.

Ulteriore intervento è la semplificazione della busta paga, che oggi conta una media di circa 30 voci; la centralizzazione delle gare d’appalto pubblico, oggi disperse su una pluralità di siti della pubblica amministrazione. Previsto anche l’accorpamento dell’entrata in vigore di norme destinate ad impattare le imprese in due date l’anno, il primo gennaio ed il primo luglio. Da ultimo, nella stessa filosofia, un’unica data al mese per gli adempimenti.

Pochi e “banali” interventi, che potrebbero ridurre lo stress amministrativo delle PMI. Ci si domanda perché non siano mai state adottate prima, ma è meglio non approfondire: si rischierebbe di scoprire che i francesi sono solo degli italiani con la erre moscia. Dunque, esimio ministro Tremonti, questo è il testo che deve far tradurre dal francese: non perda ulteriore tempo a discettare di “Storia che cammina con noi” ed altre amenità da bocciofila. Ora che il prode Capezzone ha smesso di starnazzare su queste tematiche, dopo aver coronato il sogno della sua vita ed essere diventato cocorito in chief, ci resta solo lei a tenere viva la fiamma della semplificazione amministrativa. Vive la République.

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