Rinasce l’EFSF. Ancora morto

I ministri dell’Eurozona hanno raggiunto ieri l’accordo sull’assetto definitivo dell’EFSF, il fondo sedicente salva-stati. Costruzione piuttosto ingegnosa, ma destinata ancora al fallimento. A meno che…

Veniamo alle tecnicalità, portate pazienza. Come si evince dal comunicato stampa, EFSF potrà intervenire sul mercato primario e secondario del debito sovrano, con due opzioni. Con la prima (denominata “protezione parziale di rischio”), in occasione delle aste, il paese in assistenza potrà aggiungere al titolo di debito un “certificato assicurativo”, che potrà essere in seguito “strippato” dal titolo e negoziato separatamente. Tale certificato fornirà protezione fino al 20-30 per cento del valore dell’emissione sovrana. In caso di default sovrano, quindi, i possessori del certificato avranno diritto ad un rimborso del 20-30 per cento. Sarebbe interessante se non fosse che di recente la probabilità di haircut sui titoli sovrani è aumentata ben oltre il 20-30 per cento.

Con la seconda opzione, la più sfiziosa e potenzialmente interessante, vengono creati uno o più Fondi di co-investimento (CIF), formati da una combinazione di fondi pubblici e privati, la cui funzione potrebbe essere quella di acquistare debito sovrano in asta oppure di fornire prestiti agli stati, finalizzati alla ricapitalizzazione delle banche. Al solito, il pubblico fornirebbe la carne da cannone, nel senso che EFSF assorbirebbe la prima perdita, come in un titolo strutturato. I “privati” si prenderebbero il rendimento, e sarebbero l’equivalente di obbligazionisti senior. Interessante il fatto che tra i cosiddetti privati potrebbero esserci anche cavalieri bianchi stranieri, come (a titolo puramente indicativo ed esemplificativo) la Cina e il Brasile. Oppure, ma non lo si può dire, la Bce.

Che giudizio dare, quindi, della vecchia-nuova macchina da guerra finanziaria dell’Eurozona? Che è ancora inutilizzabile: volume di fuoco del tutto insufficiente, soprattutto oggi che la liquidità globale sull’Eurozona è evaporata; assoluta incertezza sulla partecipazione di cavalieri bianchi e Eurotower. Però…però resta la speranza che, alla fine, dopo la presentazione dell'”impressionante” piano di Monti per l’Italia, arrivino in forze il Fondo Monetario Internazionale e la Bce, che presterebbe al primo, e vissero tutti felici e contenti. Almeno per qualche settimana.

A patto che i tedeschi (o chi per essi) non ricomincino a martellare l’EFSF, che è già stato bocciato dai mercati. Questa mattina il commissario Ue per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha detto che l’Ue vuole aumentare le risorse del Fmi, partecipando ad una sua ricapitalizzazione. Campa cavallo, ammesso e non concesso che gli americani siano disposti a sottoscrivere l’aumento di capitale del Fondo. Resta il jolly (che poi è anche l’opzione nucleare) di un prestito bilaterale della Bce al Fmi, che verrebbe poi girato ai paesi in assistenza finanziaria.

In questo momento, noi italiani siamo il centro del mondo. Se andiamo in default, trasciniamo all’inferno con noi un’area di mezzo miliardo di persone, che a sua volta scoppierebbe in faccia al resto del pianeta. Un po’ di protagonismo serve all’autostima, in fondo.

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