Il complotto a favore dell’America

L’euro oggi è in vistoso rafforzamento contro dollaro. Motivi? Una effimera pausa nella tragedia greca, con l’annuncio che il governo di Atene ha approvato i dettagli per la ristrutturazione del debito in mano ai  privati. Presto torneranno i soliti timori, ad esempio che meno del 95 per cento degli obbligazionisti aderirà “spontaneamente”, e dovranno quindi essere attivate le clausole di azione collettiva (CACs), che indurranno le agenzie di rating a dichiarare un default selettivo (SD) del debito greco, ed il “regolamento di conti” sui credit default swap.

Per oggi, i mercati si concentrano sull’assenza di cattive notizie, e tentano di spingere l’indice Dow Jones verso la quota “mitologica” quanto priva di significato dei 13.000 punti. L’indice Vix (il cosiddetto “barometro della paura”) ancora su livelli molto contenuti. Come accade in questi casi, euro in rialzo sul dollaro, anche se sarebbe più opportuno dire “dollaro in calo sull’euro”. Il biglietto verde è ormai da tempo l’indicatore dello stato d’animo dei mercati durante le crisi: se i timori arretrano, il dollaro si indebolisce; se torna la paura, il dollaro si rafforza, beneficiando del suo ruolo di “bene rifugio” planetario.

Provate a pensare a quello che accade oggi: la paura si prende una pausa, l’euro si rafforza (siamo quasi a 1,35 contro dollaro). Quindi, la sequenza logica è: Eurozona “salva”, dollaro più debole. Ma questo significa anche che le esportazioni americane verso l’Eurozona diventano più convenienti.

Qualcosa non vi torna? Non vi avevano detto che gli americani puntavano a distruggere l’Eurozona per “difendere” (?) il dollaro e ora scoprite che, se l’Eurozona si “salva”, gli americani ci guadagnano in termini di maggior esportazioni verso di noi? Infatti, le cose stanno così. Forse perché chi vi ha suggerito che gli americani puntano alla dissoluzione dell’Eurozona vi ha detto una delle tante fregnacce che ammorbano l’aria in questa crisi infinita? Chi può dirlo.

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