Maestra straniera cercasi

Come informa l’Ansa, questa mattina Renato Brunetta ha inviato al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e al vicepresidente per la competitività, Jyrki Katainen, “un’articolata lettera tecnico-politica per denunciare gli imbrogli della legge di stabilità di Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, ai fini di una corretta valutazione della stessa da parte della Commissione europea in vista del suo giudizio”, essendoci “il rischio concreto – sottolinea – dell’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia”. Che dire?

Forse Brunetta crede che la Commissione ed i due destinatari della missiva siano degli sprovveduti, proni a farsi sfilare il portafoglio da ipnotizzatori italiani? Noi pensiamo di no perché, se così fosse, tutti i governi italiani che hanno preceduto l’attuale avrebbero venduto il Colosseo a Bruxelles, ed ora non saremmo nel guano in cui nuotiamo a stile libero. O forse Brunetta tenta un’audace operazione di coalition building dell’opposizione italiana, arruolando nelle proprie file anche non residenti? O ancora, Brunetta tenta in tal modo di sventare il rischio di una debilitante manovra correttiva imposta all’Italia? E come, di grazia? Affermando che i conti della nostra fondamentale legge di bilancio pubblico sono falsi, e vanno smascherati portando a quella stessa manovra correttiva che si dichiara di voler evitare? Si rilassi, professor Brunetta, abbiamo già la realtà che svetta sulle miserie della politica italiana e dei suoi venditori di spazzole, non tenti di saltarle in groppa.

Bisognerebbe fare attenzione all’eccesso di ésprit florentin, anche se siete veneziani. Non per omertà nazionalistica riconducibile alla balorda idea del “right or wrong, my country“, ma proprio per non rendersi ridicoli in giro per il mondo, invocando la maestra che venne dall’estero. E non essere in seguito costretti a urlare al golpe ordito da “agenti esterni”. E soprattutto, serve un’approfondita indagine su questa inquietante propensione italiana alla generazione di gemelli bipolari, ricordando che anche Brunetta ha un doppio:

«Le dichiarazioni di Juncker sono esse sì incresciose, e purtroppo figlie di un triste calcolo elettorale: la paura cioè di perdere i voti della Merkel». E’ quanto sottolinea il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, secondo il quale «ora che anche Juncker si dimostra succubo di questa nouvelle vague prona alla Grande Germania, che ha impoverito il sud dell’Europa e ingrassato i conti delle banche tedesche, la posizione di Berlusconi appare più che mai lungimirante e realistica» (Ansa, 28 aprile 2014)

Però ora ci sorge il dubbio: non è che Brunetta è convinto che anche Juncker abbia uno o più gemelli?

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