Il settimanale – 15/11/2014

  • La domanda è sempre quella: l’Italia è danneggiata a causa di complotti o perché ha accumulato un enorme “patrimonio” di inaffidabilità?
  • Serva Italia (sostantivo, non verbo): ne parlava già Dante Alighieri, ce lo ricorda Renato Brunetta;
  • Intanto, gli italiani sono sempre più agiati, sin dai redditi di poco superiori alla sussistenza. Perché a noi quello che ci frega sono i predecessori;
  • Infuria la polemica sulle elusioni fiscali di stato, in Europa. In Italia qualcuno continua a soffrire di amnesie e a cantare le solite stucchevoli canzoncine;
  • Come gestire la marea montante di debito, pubblico e privato? A mali estremi, estremi (presunti) rimedi;
  • Mentre attendiamo il telelavoro, scopriamo la nullafacenza retribuita (e sussidiata) a domicilio;
  • La “nuova Italia responsabile” pare schifosamente simile a quella vecchia;
  • Arriva l’epifania grillina, i microchip si stanno guastando in massa;
  • Le banche italiane tentano di liberarsi del legame banco-sovrano? Voi vi lamenterete comunque, giusto?
  • Spending review tra tecnocrazia e democrazia? C’è chi ci riesce;
  • Domande retoriche duepuntozero: servono più gli editori a Google o Google agli editori?

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