E di ripresa un pizzichin

Nel giorno dello sciopero generale di Cgil e Uil, arriva una singolare promessa di Natale da parte del sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. E noi sentiamo sempre più impellente l’esigenza del silenzio.

Ancora una volta, l’ennesima, parliamo del famigerato bonus da 80 euro, quello che non servirà a nulla se non ad impiccare i conti pubblici italiani, il cui redde rationem è sempre più vicino. Ovvio che i nostri eroi, di fronte al fiato sul collo della drammatica divergenza italiana, con persistenti segni meno che nei prossimi mesi ci metteranno di fronte a scelte drammatiche (o a distruttivi interventi esterni, ormai sempre più probabili), non sapendo più dove sbattere la testa e dovendo tenere buono il volgo esasperato, se ne escano con pietose bugie.

Baretta lo ha fatto durante una intervista alla testata online affaritaliani.it, con questa frase:

«Se c’è una una leggera ripresa economica, come auspichiamo, potremmo estendere gli 80 euro in busta anche ai pensionati già nella prossima Legge di Stabilità. E’ uno dei primi obiettivi del governo. La nostra linea è quella di allargare la platea. E se ci sono le condizioni forse anche prima della prossima finanziaria ci sarà questo provvedimento»

Beh, si, signora mia, se arriva un pizzichino di ripresa, di quella buona però, sa, come quelle di una volta, noi daremo gli ottanta euro anche ai pensionati, e prima del 2016. Se poi la ripresa è un filo più robusta, magari li daremo anche alle partite Iva, agli incapienti, alle casalinghe ed ai loro cani e gatti. Quindi siate fiduciosi: appena arriva una parvenza di ripresa è vostra, ve la riponiamo nella vaschetta e ve la portate a casa. Che poi, serviranno altri 10 miliardi per i pensionati, no, caro sottosegretario Baretta? Basta una ripresina economica per produrre queste risorse?

Nel frattempo, Baretta ed i suoi colleghi di governo potrebbero chiedersi quale era la funzione e l’obiettivo di quegli ottanta euro. Perché noi non siamo mai riusciti a capirlo. Così, giusto per passare il tempo. La funzione non era evidentemente quella di spingere i consumi, perché altrimenti la platea dei beneficiari non sarebbe stata discriminata in questo modo ma si sarebbero ordinati i redditi in modo crescente, con correzione per i carichi di famiglia a mezzo di Isee, e si sarebbe proceduto all’erogazione. Invece no. Il nostro premier non ha mai esplicitato le motivazioni di questo provvedimento. Aveva iniziato parlando di spinta ai consumi, poi ha virato su una non meglio identificata (e fallace) “giustizia sociale” e poi ha smesso di motivare, preferendo mandare avanti i suoi ministri e sottosegretari.

Nel frattempo, dieci mesi dopo il suo dinamico ingresso a Palazzo Chigi, Renzi continua a dire che “dobbiamo rimuovere il segno meno”, ma quello continua tetragono a ripresentarsi ad ogni occasione utile, come ad esempio la produzione industriale di ottobre, festeggiando l’entrata nel quarto trimestre nel modo peggiore possibile. E ad ogni mese di calo della produzione industriale (cioè quasi tutti, ormai), il Centro Studi Confindustria prevede il segno più sul mese successivo. E’ vero che l’andamento della produzione industriale, quando non ci sono patologie gravi in atto, segue questo andamento a dente di sega a cui a mesi negativi seguono mesi positivi, ma l’attuale dinamica congiunturale italiana a noi appare molto più simile alla situazione in cui il giocatore compulsivo continua a giocarsi lo stesso numero alla roulette. Il piano Juncker è finito ancor prima di cominciare, Renzi ripete ossessivamente le stesse frasi, sempre più simile ad un attore esaurito, il paese si avvia alla resa dei conti, che segnerà drammaticamente la primavera bollente del 2015.

E’ sempre più evidente che questo paese si può suddividere secondo una matrice: su un asse mettiamo la consapevolezza, sull’altro la malafede. Questa matrice a quattro quadranti permette di ricomprendere tutta la classe politico-dirigente italiana, maggioranza ed opposizione, ed anche i leggendari corpi intermedi. Provate questo passatempo: chi mettereste nel quadrante “consapevoli ed in malafede”? E chi nel quadrante opposto, “inconsapevoli ed in buona fede”?

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