Sovranisti su Marte

Inizio oggi una rubrichina a cadenza del tutto irregolare sullo sciocchezzaio di ipse dixit sovrani trovato sulla nostra stampa quotidiana. Ovviamente non c’è alcuna pretesa di esaustività, visto che il tempo resta una risorsa scarsa anche per me. Ma almeno un paio di sorrisi possiamo concederceli, mentre proseguono le analisi chimico-fisiche sui nostri sovrani acquedotti.

Guardate come s’offre – «Con così tanti nemici in Europa viene voglia di aiutare il governo» (Giorgia Meloni, il personaggio politicamente più inutile della Penisola italica dai tempi delle guerre puniche, intervista al Messaggero)

Attendendo i persuasivi marines d’Ungheria – «Fermare le singole navi è come svuotare il mare con un bicchiere. Tocca alzare la voce in Europa. Io ne ho già parlato con Orban. È d’accordo con il blocco navale, so che già a Gentiloni spedì una lettera in cui si diceva disponibile a fornire mezzi e diplomazia per evitare nuovi arrivi» (Giorgia Meloni, ibidem)

Redistribuire, e redistribuiremo – Salvini? «Sta facendo un ottimo lavoro sull’immigrazione. A Bruxelles ha ottenuto risultati impensabili per i governi precedenti» (Giulio Sapelli, accademico in pensione in attesa che suoni il telefono, intervista a Libero)

Dazi, il nemico ti ascolta – «Non sono un protezionista ma tutti hanno dazi. Il liberalismo al 100% non esiste. Stiamo studiando anche noi dazi per proteggere il nostro sistema produttivo. Sono misure tattiche, selettive e temporanee che durano 5 anni. Servono per far riabituare la popolazione alla globalizzazione, non per promuover l’autarchia» (Michele Geraci, sottosegretario al Mise, che ha scordato chi può mettere dazi, siano essi permanenti, temporanei, tattici, strategici o con sfumatura alta, intervista al Messaggero)

(Continua)

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