Inizio oggi una rubrichina a cadenza del tutto irregolare sullo sciocchezzaio di ipse dixit sovrani trovato sulla nostra stampa quotidiana. Ovviamente non c’è alcuna pretesa di esaustività, visto che il tempo resta una risorsa scarsa anche per me. Ma almeno un paio di sorrisi possiamo concederceli, mentre proseguono le analisi chimico-fisiche sui nostri sovrani acquedotti.

Oggi i giornali sono un florilegio di analisi, congetture, retroscena, inferenze, interpretazioni, su quello che potrebbe realmente essere accaduto nella giornata di ieri, quando quello che appariva un governo praticamente già fatto da parte di M5S e Lega, ha prodotto una richiesta di altro tempo al capo dello stato. Visto che ormai questo è diventato il passatempo nazionale, cimentiamoci anche noi.

In Italia abbiamo una genìa di opinionisti, intellettuali, dichiaratori compulsivi ed addetti ai livori, come li definì tempo addietro quel genio di Dago, che passa le giornate a farsi trovare da giornali e talk televisivi che chiedono loro un parere risolutivo sullo scibile umano. Il pensiero corre immediato a Giulio Tremonti ma non si deve scordare un altro Giulio, ancor più vulcanico e scultore della certezza dell’immortale “ve l’avevo detto, io”.

Intervistato da Libero, che ci fa sopra una vibrante collezione di titoli e sottotitoli patriottici (“La Merkel ci ruba le banche” è über alles), il vulcanico professor Giulio Sapelli si esibisce nel suo non originalissimo ma sempre godibile repertorio di stralunate citazioni storiche a sostegno della sua ossessiva visione neo-risorgimentale, al centro della quale ci sono la Prussia che tutto soggioga e l’Italia che deve resistere al tentativo di affamarla. Non fermatevi ai tradizionali flussi causali: la Storia con la maiuscola è un libro esoterico, e solo a pochi eletti è data la capacità di leggerne i capitoli ed intuire il loro disvelarsi. Sapelli è tra quelli.