Poiché in questo disgraziato paese non si butta via nulla, e men che mai il ciarpame e le “idee” più demenziali, dai dazi alla flat tax passando per il contrasto d’interessi (quello di “scaricare tutto, come in Ammeriga“) e la riapertura dei bordelli (e presto ai salassi come metodo terapeutico), segnaliamo che la Cisl partecipa attivamente al revival e ieri ha rilanciato, in un evento dedicato, il proprio complesso pensiero su Europa e dintorni, prendendolo di peso da una proposta di legge popolare presentata nell’ormai lontano 2015. Che, per la nostra classe digerente, è in realtà roba di mezz’ora fa.

Mentre attendiamo che la crescita economica compia il miracolo e riesca finalmente a piegare il rapporto debito-Pil, come ci viene promesso da alcuni anni e come la realtà si incarica ogni anno di smentire, segnaliamo quanto scoperto da Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review ed oggi alla guida dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica.

Negli ultimi mesi è uscita dai radar, ma la Brexit pare prosegua verso il primo traguardo, la cosiddetta uscita del marzo 2019. Come sappiamo da tempo, quello sarà un non-evento, perché nei prossimi mesi verrà negoziato, tra Londra e la Ue, un periodo di transizione di circa due anni. Non si poteva chiamare, per pudore, proroga dell’applicazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, e quindi si è deciso di dargli il nome di fase di transizione, vista da Bruxelles, o di “implementazione” (di cosa, non è chiaro) vista da Londra. L’unica certezza è che il processo è un fantasma privo di contenuto, e tale resterà ancora a lungo.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Un articolo pubblicato di recente sulla rivista online Economia e politica, a firma di Pasquale Tridico e Walter Paternesi Meloni, dell’Università di Roma Tre, indica come finanziare un ipotetico (ma non troppo) reddito minimo condizionato alla ricerca di un’occupazione. La proposta è stata indicata da alcuni esponenti del M5S come idonea a produrre una sorta di copertura “spontanea” del costo del reddito di cittadinanza.