di Vitalba Azzollini

Le concessioni autostradali hanno costituito oggetto di uno dei segreti più blindati dallo Stato fino a quando Graziano Delrio, giorni fa, ne ha annunciato la desecretazione. Sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), infatti, sono stati pubblicati “i testi degli Atti Convenzionali che regolano le concessioni autostradali sulla rete a pedaggio” e “gli allegati tecnici che definiscono i profili specifici del rapporto concessorio”, per consentire “l’accesso generalizzato alle informazioni di interesse pubblico sugli operatori autostradali, organizzazione e costo del servizio”.

Il caso Rimborsopoli (perché c’è sempre uno stupido nome del genere da creare, in questo paese), sta scuotendo il M5S ed ha aperto l’immancabile dibattito polarizzante e molto italiano su responsabilità ed esimenti morali e politiche (per quelle penali si vedrà, ma quelle sono personali). Mi pare che i termini della questione siano altri, ma non per fare il solito italianissimo benaltrismo.

Da un commento Facebook:

Dopo il 4 marzo mi alzerò tardi e, non avendo impegni incombenti guarderò la tv (senza pagare il canone, me lo ha promesso Renzi). Il pomeriggio prenderò l’auto (senza pagare il bollo, me lo ha promesso Silvio), farò un giro verso l’università dove potrò vedere studenti che frequentano senza pagare le tasse, lo ha promesso Grasso. E siccome ci sarà un reddito garantito per tutti da 750 € al mese (ha assicurato Di Maio) credo si possa anche fare a meno di andare a lavorare.

Questa mattina, poco prima dell’alba, il Congresso statunitense ha votato un accordo di bilancio che in due anni aumenterà la spesa pubblica di 320 miliardi di dollari, e per un anno sospenderà il tetto di debito federale, ponendo fine alla seconda serrata del governo federale, scattata alla mezzanotte di Washington. Il problema è che questo è forse il momento peggiore, per mettersi a fare deficit spending in America.

Ora che è acquisito che NTV Italo andrà al fondo statunitense Global Infrastructure Partners, che non è un fondo locusta o un perfido spekulatore ma un’entità specializzata in investimenti infrastrutturali, resta da capire la ragione che ha spinto Il MEF ed il MISE a pubblicare un singolare comunicato congiunto, nella giornata di ieri, in cui si sospirava la preferenza per la quotazione e di conseguenza il mantenimento in mani italiane del controllo di NTV.

Oggi sul Fatto c’è la risposta dei due economisti di Roma Tre alle mie obiezioni sulla loro proposta di indurre gli inattivi (o meglio, la componente di inattivi riconducibile agli scoraggiati) ad iscriversi al collocamento, cioè a diventare ufficialmente disoccupati, e permettere così al nostro paese di fare molto più deficit, per rilanciare la crescita. Debbo dire che nella mia critica sono stato troppo sofisticato.

Un articolo del Financial Timessegnala la crescente inquietudine dei banchieri per il fintech, cioè la concorrenza esercitata da imprese del settore tecnologico, che stanno progressivamente erodendo le posizioni di rendita del settore creditizio tradizionale. L’ultima spallata alle banche viene dalla Payment Services Directive 2 (PSD2), che i paesi della Ue hanno recepito dal 13 gennaio e che implementeranno progressivamente nei prossimi mesi.