La settimana scorsa il governatore della banca centrale argentina ha annunciato un ulteriore passo verso la “normalità”, l’adozione di un obiettivo di tasso d’inflazione (inflation targeting), fissato al 12-17% per il 2017, a 8-12% per il 2018 ed il raggiungimento dell’obiettivo inflazionistico del 5%, con tolleranza di 1,5% in più o in meno, nel 2019. L’Argentina tenta quindi di lasciarsi alle spalle la lunga fase di monetizzazione a oltranza del deficit pubblico, attuata dalla presidenza Kirchner, e che aveva fatto esplodere il tasso d’inflazione. Al contempo, altri eventi e misure di politica economica indicano che il paese sta tornando nel consesso dei mercati internazionali. Probabile che ai sovranisti da terzo mondo tutto ciò suoni anatema.
I prodigiosi conti di Scalfari, che ha raccolto i dati
Oggi, al termine della consueta omelia domenicale su Repubblica, Eugenio Scalfari, dopo aver spiegato perché Gustavo Zagrebelsky è stato battuto da Matteo Renzi nel dibattito televisivo referendario da Mentana, torna su una sua antica proposta, rilanciata domenica scorsa. Io Padre Fondatore si rammarica per l’assenza di risposta del premier alla sua levata d’ingegno. Proviamo, molto più umilmente, a rispondere noi, per puro divertissement domenicale.
Il settimanale – 1/10/2016
- È arrivata la Nota di aggiornamento al Def. Come da tradizione, il boom arriva tra un paio d’anni, con ancor più fantasia sul rimbalzone. Nel frattempo, Padoan ha ordinato un nuovo cane che gli mangi i compiti;
- Attendendo il 4 dicembre, Babbo Natale Renzi è alacremente impegnato a preparare pacchetti e soprattutto pacchi, mentre Camusso & C. non hanno ben chiaro come funziona il sistema contributivo;
- Meglio fare riforme vere oppure colonizzare ed occupare apparati dello Stato? Domanda oziosa, per il premier;
- Continuano e si aggravano gli spasmi di Deutsche Bank. Per gli stressati italiani finalmente un po’ di svago, anche grazie all’imprescindibile procura di Trani;
- Se solo i tedeschi riducessero l’avanzo commerciale con Stati Uniti e Regno Unito, l’Italia svolterebbe! O no?
- In Argentina, Macri lavora sulle macerie del populismo della Kirchner. La popolazione, fatalmente, soffrirà;
Nel paese degli usurati l’equità latita
Pare esservi accordo, tra governo e sindacati, su alcune misure a beneficio dei pensionati. Del resto, in uno dei paesi più anziani al mondo, è fatale che la constituency degli ex lavoratori (e di quanto aspirano a diventarlo il prima possibile) rappresenti una lobby molto potente. Il problema è quando alcune misure, pur in astratto opportune, vengono snaturate al punto da destabilizzare il sistema e danneggiare ogni tentativo di riformare un welfare ampiamente fallito. Andrà così anche stavolta?
Le occasioni perdute dal Rottamatore invadente
di Vitalba Azzollini
Egregio Titolare, nonostante il suo blog tratti prevalentemente temi di carattere economico, mi permetto di chiederle, ancora una volta, ospitalità per uno scritto di diritto: nonostante la diversità della materia, questo suo spazio web è uso rilevare incoerenze, contraddizioni e corto circuiti (non solo) istituzionali. “E’ uno sporco lavoro…”, lo si sa da tempo.
Vado pazzo per i piani ben riusciti di Padoan
Dalla Nota di aggiornamento al Def, illustrata in notturna da Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, senza slides e con alcuni buchi relativi al “negoziato” con la Commissione Ue, emerge un sostanziale ottimismo del governo sulla crescita per il 2017, posta a 1% del Pil, un valore “deviante” rispetto alle previsioni dei centri ricerca pubblici e privati (ricordiamo ad oggi l’inquietante 0,5% del Centro Studi Confindustria e lo 0,8% di Prometeia). Il governo prende atto che anche per quest’anno il rapporto debito-Pil non scenderà. La caccia al fattore avverso porta rapidamente alla scoperta del colpevole, ma la capacità di autocritica continua a latitare.
Deutsche Bank, la malata d’Europa. Che riuscirà a curarsi
Per la prima banca tedesca, Deutsche Bank, il momento della resa dei conti sembra avvicinarsi. L’ultima di una lunga serie di gocce avvelenate è stata la richiesta del Dipartimento di Giustizia statunitense di una sanzione da 14 miliardi di dollari per frode legata a vendita inappropriata (misselling) di mutui. La banca tedesca ha una serie di problemi esistenziali, tra cui la propria missione, tra banca commerciale e banca d’investimento, ed un carico di contenziosi il cui petitum eccede ampiamente quanto sinora accantonato. La sorte del sistema bancario tedesco, e di DB in particolare, è seguita in Italia con singolare attenzione, sia per una classica Schadenfreude che per l’assai poco segreta ma del tutto irrazionale speranza che, presto o tardi, DB riceva aiuti di stato e che ciò apra la strada anche da noi ad una bella cascata di soldi pubblici (che non ci sono, ma sono dettagli) su un sistema bancario sinistramente scricchiolante, da MPS in giù. Sono speranze molto italiane, cioè miopi ed irrazionali.
Argentina, la lunga e dolorosa uscita dal populismo economico
di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano
A nove mesi dall’insediamento, il governo del presidente argentino Mauricio Macri sta faticosamente tentando di ristrutturare un’economia prostrata da lunghi anni di errori ed orrori di Cristina Fernandez de Kirchner. Tra le prime mosse, Macri ha lasciato fluttuare il cambio del peso, che era irrealisticamente sopravvalutato ed aveva prosciugato le riserve valutarie del paese. Per recuperare preziosi dollari, Macri ha poi eliminato quasi totalmente le imposte sulle esportazioni, ponendo fine alla pratica difensiva degli agricoltori, che immagazzinavano la produzione in attesa di tempi migliori, dato il cambio troppo elevato.