Il settimanale – 24/9/2016

  • Si avvicinano la nota di aggiornamento al Def e la legge di Stabilità 2017. Renzi mette in scena per il terzo anno di fila il solito teatrino per coprire i buchi di una politica di deficit inefficace ed inefficiente. Farà come Rhett Butler, infischiandosene della soglia del 3%? Non gli conviene;
  • A proposito di Ue moribonda, il suo problema è uno solo: troppi compromessi tra (tutti) gli stati nazionali. Ma anche il ritorno a questi ultimi produrrà problemi e paralisi, perché siamo tutti interconnessi;
  • E a proposito di interconnessioni, la sapete quella dei referendum svizzeri che sono l’apoteosi della sovranità popolare sin quando il parlamento, assalito dalla realtà, non decide altrimenti?
  • in Italia, authority e organi di controllo sono ormai diventati la prosecuzione della guerra per bande politiche con altri mezzi;
  • Continuano le alchimie monetarie della banca centrale giapponese. Difficile credere al lieto fine;
  • La differenza tra la moneta ed i neuroni, secondo il nostro comico preferito;

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Non solo Olimpiadi: gli organi di controllo come arma di lotta politica?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

So che parlare ancora della rinuncia al sostegno alle Olimpiadi da parte del Comune di Roma susciterà per lo più sbadigli di noia, visto che se n’è parlato fino ai dettagli sub atomici. Tuttavia, il no alle Olimpiadi è lo spunto per considerazioni di altro tipo, che discendono dalla non elegantissima (diciamo così) “rivalsa” che il Coni vorrebbe ottenere, denunciando il Comune e, in particolare, il sindaco (non è un errore di digitazione) Virginia Raggi alla Corte dei conti, per danno erariale.

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Svizzera, arriva la sovranità popolare “light”

Nel febbraio 2014 un quesito referendario di rango costituzionale (una di quelle meravigliose forme di democrazia diretta che la Svizzera mostra con legittimo orgoglio al mondo), ha stabilito, con uno scarto di soli 20 mila voti, che entro tre anni la Confederazione avrebbe dovuto fissare tetti massimi per i permessi di soggiorno e contingenti annuali per tutti gli stranieri, determinati in funzione dei bisogni dell’economia.

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Giappone, il capolinea dietro la curva ripida

Dopo tre anni e mezzo di tentativi pressoché disperati e regolarmente frustrati di portare l’inflazione in un intorno del 2%, oggi la banca centrale giapponese ha estratto dal cilindro un nuovo coniglio geneticamente modificato, in quello che appare sempre più come un esperimento che rischia di finire molto male: credere che la politica monetaria sia onnipotente, soprattutto nella creatività.

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La Ue a fine corsa e l’illusione della monade

A commento dell’ennesimo inutile vertice europeo, quello di Bratislava, alcune riflessioni di Jean Quatremer di Libération sullo stato dell’arte comunitaria, o meglio sulla paralisi frammista a recriminazioni che mina dalle fondamenta l’Unione europea, posta ormai su una traiettoria che ha all’orizzonte un muro. La Ue fallisce per un problema di coordinamento, ma quel che è peggio è che le “soluzioni” proposte non sono in grado di determinarne una discontinuità ed una rigenerazione dall’interno.

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La mano debole di un pessimo giocatore d’azzardo

Per il terzo anno consecutivo, cioè dal suo arrivo a Chigi, Matteo Renzi si appresta a buttarla in caciara con la Ue per poter quadrare i conti (si fa per dire) con più deficit. Conosciamo l’obiezione governativa: il rapporto deficit-Pil italiano non sta aumentando bensì diminuendo, e resta sotto la soglia del 3%, quindi non c’è alcun aumento di deficit. Le cose non stanno in questi termini: correggendo per il ciclo economico, nel 2016 l’Italia ha aumentato il deficit-Pil strutturale, cioè riferito al Pil potenziale, dello 0,7%, e questo a preventivo. A consuntivo, stante il rallentamento, potrebbe anche fare peggio.

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Il settimanale – 17/9/2016

Prima delle cupe previsioni di Confindustria per il Pil italiano 2017, Pier Carlo Padoan aveva escluso alleggerimenti Irpef per il 2017, dicendo tuttavia che la pressione fiscale è comunque in calo. Certo, come no; Che accadrà al termine del Qe della Bce? Per l’Italia, nulla di buono; Due parole sul surplus commerciale tedesco, la cui eventuale (ed auspicabile) riduzione non … Leggi

Giappone, arrivano gli immigrati?

Come segnala il Financial Times, in Giappone sta (forse) accadendo qualcosa di epocale: un circospetto, lieve ma significativo ricorso a manodopera d’immigrazione. Sarebbe una profonda discontinuità, nel paese che sinora è riuscito a conciliare una popolazione tra le più anziane al mondo con la chiusura pressoché totale a lavoratori stranieri.

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